martedì, 31 gennaio 2006
 Premier Silvio Berlusconi has promised Italians he would lower taxes and raise pensions. His latest campaign pledge is rather personal: no sex until April 9 elections.

Che va dedotto "pur nei miei 70 di anni gommati michelin, sto ancora lì a fare turbillion, talmente con cadenza (cronologica) che astenermi dalla pratica finisce con l'avere per me grande senso: è  un sacrificio alla ground."
L'ostentatio virilibus è una tappa obbligata per i millantatori di ogni risma, non fa concezione Berlusconi.
La cosa più sgradevole è il totalitarismo sessista che emerge da questo astenersi prima dell'erezioni.

Ma che figura ci fa la Veronica bionda e tondeggiona? Silvio avrebbe dovuto dire: "E' una decisione ovviamente presa concertando con mia moglie, col calore che sai." Ma egli è un troglodita con l'ego grande quanto la gallia cispadana. Il nostro satrapo satiro inzequilito di cui ormai anche la satira è satura,  che baratta la castità con l'entrata ner casting di qualunque programma, che induce gli italiani a immaginare la moglie frustrata nella sua passionalità di donna ok,  beh, bisogna che si astenga dal voto chi si astiene con lui.
Postato da: Fricat at 08:39 | link | commenti (8)
Categorie: per dire
venerdì, 27 gennaio 2006
gorillazMi sveglio scattante, la casa trilla:
"Unduetti tu, che dici?"
La tondeggiona (Valeria Marini), fa arabia con la bocca,  gira la testa verso il ritratto di Fanfani decollato.
"Sono una donna, amore, un donnone."
"Embè, i donnoni non possono unduettare e aprire porte ner cuore notturno? E poi questa mica è baracca mia, bebi."
"E nemmanco mia, amore dal dolce cuore."
"Stupida, frigida, culona d'albergo."
Mi alzo, bevo un whisky a cavalcioni della SFCDA,  scendo il palo dei pompieri fino alla porta.
Apro, un fattorino spinge dentro una bara.
"Una firmetta qua, veloci!"
"Io non firmo uno zero, cos'è questa storia?"
"Senti, non ti mettere a fare ir clint istvud con me, intesi? Sai che ore sono? Sai che ho Mino Reitano dentro il cofano con due pallottole nelle basette, sai?"
"E io che posso farci? io non ordino morti, Reitano per me puoi pure infilarlo in un cannolo gigante."
"Forse la  tondeggiona..."
"(tengono la casa sotto radio) Ma figurati! non sarebbe capace nemmeno di ordinare dei vivi. So come vanno queste storie a "incastro". Poi arrivano i polizei, il morto fatto chissà dove è qua, e vado io al grottino a svernare."
Si ode una camminata da tondeggiona sui tacchi, pesante e sciantosa. La subrette  avanza con un corpetto di coniglio bianco stretto con le braccia tipo faraone_ sui_ sarcofagi e poi più nulla.
"Cosa c'è, che cos'è questa cassa di legno con croce? Mi sento ossessionare!"
"Contiene degli ananas, " le dico facendo segno al commesso di pensare ciò che vuole, "mica hai ordinato degli ananas?"
"No, ti giuro, perché avrei dovuto farti questo, amore dal dolce cuore mio? Niente ananas, niente di niente in quanto a frutta, kiwi, altre porcate del genere, perché farti questo?"
"Oh, beh, semplice, per lo stesso motivo che ti spinge a naticheggiare senza indossar nulla di inferiore, davanti ad altri tipi di tizi."
"Uh!" Si copre la parola crociata con il ritratto di Nikita Krusciov. La cosa è molto surround.
"Scusa cara, vorrei tenerti fuori da questa storia, Posso?"
La bara si apre, dentro c'è Amadeus in avanzato stato di putrefazione. Strano, tutti noi a quel punto ci saremmo aspettati Lando Buzzanca, o almeno Oreste Lionello, o una fornitura mensile di ananas. Forse è questo che precipita le cose.
Valeria sviene, Nikita cadendo diventa Brieznev. Si udisce i campanacci della polizia pastorale, il fattorino squaglia. Oddio. Sono finito. Penso. Forse faccio in tempo a darmi fuoco e non farmi trovare, come Hitler.

Devo stare calmo una cifra. Mi vesto, scendo, cammino come un coltello nel burro cupo del nulla. E' bello undeuttare nella notte imburrata di carbone, lontano da morti, svenuti e ritratti sovietici. Cammino per diverso tempo, neve e afa, non so nemmeno dove mi trovo.
Poi, non credo ai miei occhi, poi ci credo. Un gorilla in divisa da poliziotto mi intima di fermentare.
"Dov'è il collare?"
"Eh?!"
"Dov'è la tua padrona? Non puoi unduettare qua senza collare, sei in terra straniera, fighetto."
"Non ho padrone, chessi_fa bello?"
"Primo. Non sorridere come un irresponsabile, perché io non sono pulcinella e tu non sei Jerry Lewis. Secondo, non puoi toccare un pubblico ufficiale con le mani, ma solo con i piedi, senza calzature. Terzo, farò finta di non averti visto, perché fra poco apre la cornetteria da Ratzinger e io mi ero già prefigurato di divorare 3 cornetti e cappuccini, e non ho voglia di andarmene a muffa nel commissariato con te. Vai, corri, corri!" Spara in aria come un bandito messicano ubriaco assassino.
Corro veloce come se dietro di me ci fosse un concerto di Ligabue.

Un bar aperto, un'insegna fuxsia, un altro linguaggio, dopo un fine scala. Entro, penso alla vita, alla polizia e altre cosucce, ma qualcosa mi leva il quieto. Solo dopo dieci minuti realizzo: sono porprio entrato in un bar di gorilla gay. Lo dovevo supporre dai cappellini poliziotti, dalle mollezze e moine, dai rossetti, dalle fiale effeminanti sopra i tavolini.
Mi deridono di me, sono ubriachi, scurrili e violenti un Bronson.
"Hey, guardate, quello della reclamme! gli sgusciamo il cervello?"
Tutti ridono come beoti, spellando banane. Se non fosse che ir barista è omo anche lui, e che è la copia di sputo del Krusciov, mi sentirei finito col tempo.
"Signor Krusciov, temo."
Lui pulisce i flut con il lembo del suo grembiulone blu, non mi guarda.
"Come posso difendermi da tutto questo? Come? Sento di impazzire, sento di essere fuori fuoco nell'universo." Lui si piega su di me, mi sussurra all'orecchio (quanto liquore in quest'uomo!)
"Sono una masnada di zozzoni farneticanti, crudelissimi, ma puoi infinocchiarli. Devi andare al jubox, mettere Wai em si ei, e poi dici 'hey ho messo Wai em si ei!'"
"E questo che produrrà?" Mi guarda per la prima volta come per aprirmi la testa come una torta. Mi mostra i denti serrati, gli trema tutta la testa che gli si arrossa e senza aprire il dentaglio mi dice:
"Fai come ti ho detto prima che dica loro che hai un conto bancario digitale! ti sbraneranno come un fior di fragola."
Come diamine ha fatto a capire? Forse gli ho fatto il fonzie per sentirmi meno solo e lui ha visto il polpastrello magnetico.
"D'accordo..."
Mi ferma prima che vado.
"L'informazione ti costerà metà del tuo conto digitale, qualunque sia la cifra."
"Ho molto poco..."
"Qualunque sia la cifra!"
Vado al Jubox. Silenzio tutt'attorno. moneta. digito codice Wua iem si ei.
"Ragazzi, il sovieto ci ha fregato di nuovo!"
"E' lei! ahhhh!" Un panico indescrivibile, fuggono fuori come scarafaggi davanti alla luce, mentre va l'intro:
Taaaa-tatta! Tattatarattarata!

"Signor Krusciov, questa è la mia più bella vodka da che vivo!
" Felice coi Village People nelle orecchie, pronto a tutte le gioie della vita, dimentico di ogni amarezza.
"Goditela, figliolo, goditela."
"Perché, le gorille vogliono forse...?"
"Puoi giurarci figliolo, giurarci!"
La musica si smorza, fuori sento come cento seghe elettriche che partono a unisono. Kusciov si siede dandomi le spalle. Da come si muove capisco che sta ridendo e che posso, se voglio, pugnalarlo.
Postato da: Fricat at 23:07 | link | commenti (6)
Categorie: 1000 racconti
mercoledì, 25 gennaio 2006
Se ti dormi steso e svegli all'erta: è sonnambulia.
Se ti dormi all'erta e svegli stesto: è sbronza.
Se ti dormi steso (o all'erta) e ti svegli steso, in 2 metri quadri di legno: è sfortuna.
Postato da: Fricat at 08:07 | link | commenti (20)
Categorie: droghe, per dire
martedì, 24 gennaio 2006
0Sono stato preso dalla storia di Willy, la balena crepata nel tamigi, quando nikink ne ha parlato. Le cose di cui parla nikink mi vanno subito nel circolo del sangue. Certe di quelle volte dico: "Vediamo oggi di cosa mi interesso" e vado a leggere nikink, perché mi piace, col calore che sai.
Di Willy non mi premeva il fato malevolo, o certi gossip esistenziali, ma l'inezione letale da farle, qualora il dolore avesse spalmato una ricotta di tenebra sui suoi minuti finali, offrendo un cocktail di agonie ad ultrasuono. Mi chiedevo in questo post quale sarebbe stato l'arnese medico atto all'uccisione fluviale dell'ipertestone. Una semplice siringa di Pravatz? O uno di quei silos dei cereali, maggiorato di un fioretto?

Purtroppo la scarsa irriguità der quesito è solo apparente. Poiché nella seconda ipotesi tutto è normale, mole e quantità di prodotto mortificante, in un'ottica empirica a stretto giro, ci affagiuola. Ma se c'è la prima, ebbene, l'Inghilterra nasconde un segreto più buono della possibile giuntura all'oro attraverso via alchemica: l'Inghilterra avrebbe un modus morendi per rendere più confortevole l'eutanasia. Questo "nascondere" è tipico degli inglesi, se vi ricordate la storia del radar, la più grande scoperta dell'uomo dopo il body di pizzo rosa trasparente.

Ovviamente, c'è il rischio che un grammo di caffè possa sbudellare una balena già nervosa, a quel punto tutto tornerebbe irrilevante. Ma se non è, non è così, ebbene, io voglio quel "prodotto". Sono sempre stato affascinato dalla possibilità di morire col minor dolore possibile. Penso proprio che la più ingente pazzia della vita sia che c'è chi muore sotto una bomba atomica, di fatto friggendo in un baleno senza soffrire, disintegrandosi in un blitz, e altri che soffrono per decenni i più costanti fastidi della carne, dovuti a un'esplosione atomica avvenuta a un km più in là. Proprio per questo stavo cercando di mettermi d'accordo con Chirac, o pure con l'iraniano o il Corea, per trovarmi al centro esatto di un loro prossimo patapumfete negli atolli Bikini, per morire tutto d'un pezzo. Ma le  loro coraicee rimostranze, mi dicono che devo rimboccare la manica.
Postato da: Fricat at 13:23 | link | commenti (3)
Categorie: visto o visterà
domenica, 22 gennaio 2006
Consiste in questo.
Entriamo in una sala-anello, moderna, coi neon sottocutanei nel soffitto , che fanno un effetto molto urania. Ci sediamo intorno a una tavola ellissoide, bianca ( se la tocchi hai la forte sensazione di restare ateo per sempre).
E' singolare che nonostante il turno di notte, siamo vestiti come dei speed manager, di solito uno pensa ai lavoranti notturni come rattopponi, d'aspetto down e disincantato. Noi invece, siamo lustri come l'Argenteria del re d'Olanda. Completi alla page, capigliature di ogni specie, scarpe così lucide che se ne indossi una sola sembri scalzo.
Scende dal soffitto una piramide denariale: 3 miliardi di dollari, senza protezione. Il nostro lavoro è "guardare la somma". Non "sorvegliarla", ma semplicemente "guardarla", senza alzarsi, senza scambiarci parole o prestazioni sessuali a pagamento. Si può anche evitare di fissarla, pensare ai ratei e ai mutui, si può anche fumare purché non si dorma e non si tenti di telefonare a Donatella Rettore.
Alle 4 c'è pausa caffè. Usciamo, stremati come da una miniera di carbonchio, andiamo al distributore di cocacola e braciole. Tutti abbiamo sui pantaloni, all'altezza der ventre una fluorescenza rosa, una luce che respira. E' strano, perché è il ventre che cerca gli occhi e non <=. Dunque tocca bendarsi(=). Qualcuno fuma una sigaretta all'incontrario (non perché bendato). Qualcuno si spara nello sportello apposito. C'è il grosso biglione di vetro dove rovesciare l'avanzo dei bicchieroni di cola. Dentro due scimmie bagnate si fanno a vicenda l'agopuntura. Non vogliamo parlare della "somma", perché quando si stacca si stacca, non ci si porta il lavoro a casa o nella pausa caffè. Ma chi sarà il nostro datore di lavoro? E' gratificante quanto si compie? Che serva a qualcuno si è compreso, ma serve anche a qualcosa? Una voce querula, da primo della classe obeso, annuncia l'ultimo minuto, ci sbendiamo, proprio mentre passa un donnone in minigonna di pizzo e buccia di mela. Ci chiediamo con gli occhi "perché non lei apposto della somma?" Ma appena si formula domanda la donna, irragiata dal plurimo raggio dei ventri, diventa  plastilina che emana un insopportabile afrore chimico, che fa diventare testimone di Geova almeno 2 delle 3 donne addette ai cadaveri. Poi c'è anche l'odore della polvere pirica che rende intuilmente trasparenti i muri. Non c'è scampo.
"Tempo scaduto, signori." Ritorniamo a fare i guardoni di un'esecuzione sommaria.

Morale: Non è importante quello che ti occupa, ma l'occupazione. Meglio se ben retribuita senza ragioni plausibili.
Postato da: Fricat at 08:12 | link | commenti (4)
Categorie: racconti zen, 1000 racconti
venerdì, 20 gennaio 2006
com t'appel tu"****** stava immobile in quel cantuccio, tutta in un gomitolo, con le ginocchia alzate, con le mani appoggiate sulle ginocchia, e col viso nascosto nelle mani."

Riportato quanto sopra, è legittimo supporre che la mescalina fosse conosciuta già ai tempi dell'Italia pre-unificata e che Alessandro Manzoni ne facesse un uso contrario alla dignità di un letterato?
Postato da: Fricat at 15:47 | link | commenti (3)
Categorie: droghe
mercoledì, 18 gennaio 2006
BismarkPersonalmente Je adore i problemi le cui soluzioni non avrebbero nessuna (o modesta) rilevanza pratica, come ad esempio scoprire se un determinato bidello è morfinomane, se Klaudia Koll ha mai mangiato con piacere del sapone di marsiglia, o se Dio esiste. Le persone che si faticano di trovare prima le risposte e poi  quesiti preconfezionati, per dare prova di statura intelletuale, mi sono sempre parse degne di sanzioni pecuniarie. L'importante sono i quesiti autonomi e indiretti, la risposta è sempre volgarità.

Uno di questi di cui sopra, celodà Bismark, vecchio cancellerie della Prussia e accanito collezionatore di Saccarina.
In questa prelibata lettera, Bismara parla a Guglielmo I Re di Prussia, di un problema teorico legato ai blog.

"Cara Maestà,
si supponga di possedere un blog, un blog vuoto. Lo definiremo tale anche se in esso troviamo un post, perché lo stesso sarà vuoto, indatabile, privo di titoli. Mi seguite? Bene. Supponiamo che tutta l'attività del blog si svolga al suo interno, ovvero nella pagina commenti. Cioè, post e commenti eventuali, si trovano tutti plessi nel solo vuoto post di entrance. I post si trovano in un sottolivello di un solo post, vuoto.
Mi sa dire, Sua Maestà, che tipo di vita avrebbe ir blog e quanta vita? Si potrebbe distingure tra post e commento dell'autore in mancanza di un titolo, di una qualsivoglia specifica? Ipotizziamo che i nuovi interventi siano pony bassi, sempre inferiori. Quanto sarebbe disposto a scrollare il lettore prima di formulare il pensiero che la fatica di superare il vecchio non vale la gioia di leggere il nuovo? Certo, prima o poi ci sarà la morte fisiologica, perché la pagina commenti è un'entità terminale. Ma quanto potrebbe...?
Sua Maestà, io credo che è dalla portura di casi simili che può venire l'unificazione della Germania, e chiunque dica l'inverso dice anche il falso ed è un ingenuo della peggior risma, consegnabile senza tema di apparire riprorevoli a Dio, al miglior fustigatore."

Morale: Se lasciamo la porta aperta, non è poi detto che non ci possiamo chiudere nello sgabuzzino.
Postato da: Fricat at 14:44 | link | commenti (5)
Categorie: racconti zen
domenica, 15 gennaio 2006
Flush!Fa un certo fx che io abbia un piccolo tifone come animale? Forse solo su pianeti il cui magma è il pettegolezzo. Qui siamo "abitudine pura", io e Golamix. Lo chiamò così Radibranath Tagore, una volte che venne a consegnarmi di notte il latte in frak.
Ieri distribuivano la Corrida in pillole in tutte le case, secondo il programma di igiene mentale del subgoverno multiaziendale, e allora sono scappato con G. Egli ha un sottile e morbido collare di nappa che a me lo collega di collo, gli invito consigli in forma di impulsi elettrici mentali, ma è in regime di libero arbitrio, un po' come noi e Dio, e dio è il Golemix.

Di solito è isi, ma in certi fragenti è yogurt impazzito di kilowatt. Specie quando passa una deliziuola in gonna. Le prime volte arrivavano i gendarmi a torturarci, poi Golamix divenne cult e finirono le persecuzioni e i polsi color radicchio per le manette. Siccome rendeva ingamba solo le più DBT "Devil Beauty Type", ben presto, essere gireconsulte da Golamix, voleva dire oltre che prestigio, mirra per la vanità, ma anche un posto nello starsistem o un blog che diventa cuccia astrale per perdigiorni.
Si sono scritti diversi libri su Golamix e la gonna, il più importante è stato scritto da Russ Meyer. Non sempre la ragazza investita dal flush poi diventa. Ci sono volte & volte che Golamix si limita solo a una turboventilazione in stile Marilyn, ma questo non procura come prodotto il successo. Occorre che la gonna venga strappata via, turbini in aria. Così, decine di investite ma non strappate, ritentano, e quasi mai falliscono. Basta indossare mutandine arancioni sgambate, avere una permanente afro, ma bionda, ed è successo.

Lungo i Boulevards, folla di curiosi e voyers annoiati dalla isità della cosa si raddensano lungo le aiuole e i dans degiuné, mentre io e Golamix passiamo come iddii. Le ragazze ci vengono incontro fingendo di pensare all'esame di lettere, ma con i capelli ricci-e-biondi e poi flushi e scopri, guarda caso, un tanga arancione caldo che ti batte il cuore. Non è raro che G. illuda queste pinzochere e poi le inabissi: un flusho da strappamutande significa lo scorno perpetuo e i parassiti dell'anonimato in testa.

Ieri però Golamix non ne aveva, il cielo era plumbeo, molti erano stati drogati con la corrida e bavavano lungo i davanzali. Le bandiere della fRANCIA e della cINA bruciavano sui balconi, qualcosa di profondamente oscuro ed osceno usciva dall'appartamento di Cindy Lauper.
Ci stavamo allontanando, i consigli che davo a Golamix mi tornavano come moduli di sviluppo pro-depressivi. Ci spingemmo così fino al quartiere della carne.
Il quartiere è così chiamato perché gli edifici sono fatti interamente di carne. D'estate sono anneriti dalle mosche, di inverno da edere venose. E' il luogo dove nessuno, dico nessuno, dovrebbe andarci piano. Invece ci abitano, e io stesso ho visto il formarsi di un quartiere.
In breve, macro-aerei depositano un imponente blocco di carne rossa. cannoni laser disegnano le finestre, sciami di Apache cospargono gli edifici di sale e conservanti. Il quartiere viene immediatamente abitato. E' considerato un po' come i Parioli di questa città, ma va detto che anche i quartieri più lionel ricchi hanno i loro sobborghi rancidi. Il quartiere della carne ha una periferia di case fatte di stracchino. Ma dove è quasi impossibile vivere è intro le case di tonno, dove dal soffitto gocciola eternamente olio e inchiostro.
Ieri era un fuggire, un ululio di sirene lontane, fuochi: passammo nondimeno in una piazza dove stavano impiccando Pippo Franco. Entrammo nel grande palazzo centrale: un grattacielo di 100 piani di carne rossa, bovina. L'ascensore era mangiato dalle anemie, dunque, mi feci flushiare sopra. Sapevo dove stavo andando, e pur ci andavo! Incrociammo Virginia Wolf che scendeva coprendosi il volto con la maschera di Max Gazzè: aveva le mutande arancioni. Non sapevo di preciso dove si trovasse "il luogo". I piani erano enormi e vuoti, la città dalle finestre vuote si vedeva senza luce, bombe cadevano, nel cielo l'ologramma immenso di Corrado sul letto di morte.
Finalmente trovammo la porta, entrammo, c'erano decine di persone. Prendemmo ir biglietto, aspettammo in silenzio con la testa coperta dagli stracci che ci passava Nino Manfredi. Poi ci fecero entrare. Era una sorta di sala operatoria olandese del XVII secolo. Aurispici divinavano il futuro analizzando le interiora di Mara Venier. Occhi di ghiaccio brillavano impauriti sopra le mascherine. Bastoni rabdomantici picchiavano sulla carne senza promettere nulla di buono.
Postato da: Fricat at 07:57 | link | commenti (6)
Categorie: 1000 racconti
venerdì, 13 gennaio 2006
Se proprio non si ha voglia di leggere un coso di Marcuse, Horkeimer, Vidal, Cooper excetera, va bene anche un cirannino come questo Ny Excuse dei Soulwax.
Postato da: Fricat at 12:02 | link | commenti (2)
Categorie: visto o visterà
martedì, 10 gennaio 2006
Ho pensato che sta roba val bene una messa a limbo:

Update 12 - 01 - 2006:
Che senso ha per noi grafomani di rimando (Gli altri etichettano: pure due righe talvolta sanno di greve), riammodernare un post dal basso? Se l'istesso è di una certa  longitudine si rischia che il disposto a tutto, anche a leggerti ( purché novizi), leso nella volizione dal deja vu, scarrelli ad altro blog.
Per cui, questo post, che spero duri un mese, vedrà i suoi update dall'alto verso il basso. E' un preavviso, domani saremo quanto.

Quando andava di moda il cinema porno nei cinemi, che fuori c'erano i manifesti turbanti, con le stelline sul pulsar, di quegli attori ancora fortemente piliferi, e donna davvero hot, perché le prime di un certo stampo, al naturale, giovini oppure stagionate, ma superlady, goleprofonde, insomma, il mio sogno era quello di crescere e fare il raccoglitore delle stelline che ne ricoprivano parti corporee.
Erano quelle maledette stelline nere il
deus ex machina sessuale della mia infanzia acerba, tant'è che oggi se vedo una stelle nera penso subito ai buchi neri.

Tristezza di quei momenti e di come tristemente son riportati quei momenti.
Desio foto che ritraggono città del Belgio e della Baviera intorno agli anni 70, ma ignaro di esattezza degli anni, e devono essere a colori, è importante. ugualmente importante che mi capiti per caso di sfogliarle, in una casa abbandonata e senza rinfreschi. Rigide e piccoline, con qualche zampa d'elefante e camicioni con alabarde per colletti. Queste foto mi aspettano invano in cassetti che non avrò il coraggio di cercare.
Postato da: Fricat at 23:03 | link | commenti (6)
Categorie: sogni
Mi segnalereste i primi scinziati che, secondo loro, hanno capito che lo sparo verso Quattrocchi è un fake?
Io ho visto pochi bit della qual cosa, non ho giudizi né desiderio di privarmi di questa povertà, però tristemente mi divertiranno i cacciatori di fake, che in queste occasioni son più populosi che non le rive del Klondike di damerini in disdicevole postura per l'aurifero.

p.s. E' uscito il blog del fratello, la quale è vera lieta notizia oremus
Postato da: Fricat at 06:39 | link | commenti (6)
Categorie: visto o visterà
domenica, 08 gennaio 2006
ah,ah,ah. Uno svalvolato che si asseria, non incide sul gudizio, ma un serio che si ingiullarisce, ai voglia.
Nel primo caso non ti sorprendi (L'eccezione è un tornar allo Status quo universale); nel secondo sei sbalordito (L'eccezione fa uscire ir soggetto da quel mare calmo del comunemente accettato, verso cui oltretutto il soggetto tende a ribadire giornalmente il domicilio). Chiunque fuori dalla propria casa è l'incarnazione del ridicolo.
Dunque se scrivessi racconti terribili (e li scrivo, per Giuda!), non sarebbe così kinder sorpresa. Mentre se penso a Biagi che fa lo scioccone, e scrive pezzi di Froottle, me la rido.
Eppure, nulla al mondo v'è  (a mio ben vedere),  più esilarante dell'invito alla serietà.
Anzi, la serietà stessa è la buffoneria suprema, che travestita di sacro, discredita continuamente la santa e galvanizzante normalità dell'altra parte.
Postato da: Fricat at 08:37 | link | commenti
Categorie: per dire
venerdì, 06 gennaio 2006
Hate cake

La torta è intocca, non intonsa, ma intocca. Non è un compleanno, non c'è festa: candeline, donnine con skirt flash nonvenè. Non è estate (dovrebbero esserci delle mosche, o i moscerini della torta).
Ir fatto che il taglierino del dolce sia stato posato così di malagrazia, fra tavola e vassoio trinato, ci fa supporre  un abbandono speedball del luogo.
Prima ipotesi, un ladro con la fissa per i dolci, un ladro grasso, ma non sudato (non è estate), che ricordatosi improvvisamente di un mutuo da pagare, fugge. Ma un ladro con la pipa è un'ipotesi ad alto coefficiente di rischio. Nessuno si ricorda di un ladro in servizio fumatore di pipa. Il rasoio di Occam ci dice di scartare tutte le ipotesi incongruneti, così dice a nostro modo.
La seconda ipotesi è anche la più plausibile: due persone, un ospite non fumatore, una notizia terribile via vodafonzie, meel, freccia di robin hudinì alla porta. La persona fumatrice scappa, l'ospite l'accompagna per un po', poi si ricorda di avere un succulento appuntamento sessuale e abbandona la scena, in tutta fetta (fetta, sì).
La pipa è spenta: la fuga è già avvenuta da qualche minuto. Se la pipa fosse stata dell'ospite, in ottemperanza alla sua avarizia, l'avrebbe recuperata prima di schizzare via. Parliamo della sua avarizia, dunque potremmo anche conoscerlo.
E' solo uno stralcio di indagine, spero vogliate aiutarmi a risolvere l'argano.
Postato da: Fricat at 09:11 | link | commenti (2)
Categorie: rebus
domenica, 01 gennaio 2006
De Luigi è così bravo che riuscirebbe a far sembrare un grande attore anche un cane di gesso,  ma la Canalis è la prova tangibile che egli non è l'Onnipotente.
Postato da: Fricat at 22:59 | link | commenti (12)
Categorie: per dire

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