
Regista: Peter Greenaway
A chi potrebbe piacere?
Agli amanti del paesaggio very country, della biancheria intima seicentesca e per cui anziana e intimamente diavola in corpo, dei parrucconi ossigenati ricci, delle prugne buone e dei melagrani allegorici. Ai cultori del barocco, delle perifrasi lepida ad ogni costo, anche quando semplicemente si vorrebbe chiedere del sale a tavola. Film adatto pe i cultori dell'umorismo inglese-gallese-osteria numero 9, farcito di ortica e grattatine di lavagna.
Piacerebbe molto a gente pervertita ma fine, cervellotica ma impedita, intelligente ma goldrake.
A chi non piacerebbe?
Agli amanti di Steven Segal, alle mogli di Steven Segal, ad Alcide De Gasperi, Alvaro Vitali, Anna Magnani. Dispiacerebbe anche ai maschilisti, ai cattolici e ai nani.
Trama veloce:
Latifondisti senza scrupi, incipriati a cadavere, mangiando bacon discutono retorici e un po' salaci sulle disavvanture intestinali dei consimili, a hume di candela. C'è un disegnatore, la donna ne compra temporalmente l'acclarata bravura, per 8 stelline ar giorno, ma con la clausola di ristorare con le sue grazie mature ma saporite, il soggiorno dell'artista (un marito viaggia, così la donna, emotivamente slavata, resta assolata, inerte davanti alle voglie nobiliari del carismatico pennellatore, ritta a genuflettersi, come una bambola, ligia al contratto stipulato) . L'uomo disegna la proprietà da dodici angoli diversi, dettando condizioni molto capricciose, ma incontrovertibili. Senonké, essendo un fedele riproduttore di ciò che vede, disegna anche dei patticolari che gli mettono madre e figlia, i quali collegati, figurano un possibile omicidio satanico, bestiale e squisitamente assurdo.
L'uomo è costretto a un contratto anche con la figlia, che mette incinta a sua insaputa, ma era tutto un piano per fare un erede, che il marito della figlia è impotente, tedesco e con la evve moscia.
Alla fine quattro capelloni mascherati gli bruciano gli occhi e lo ammazzano, gettandolo nel lago.
Ah, dimenticavo, c'è anche un uomo blu che, nudo e vagamente somigliante a Rocco Siffredi, talvolta orinante, si finge una statua.
Greenaway cerca di insoqquadrire il cervello dello spettatore, così come vanno a soqquadro quelli dei protagonisti. Del resto ir disegnatore è una traslazione dell'artista odierno secondo il regista, acquistabile quan danche fosse innocente, e da questa contraddizione in termini, muore in un'esasperata orgia di barocco neuronale, fluttuante, tiepido, tizianesco, pecoreccio, mitologico e ignavo.
A chi potrebbe piacere?
Agli amanti del paesaggio very country, della biancheria intima seicentesca e per cui anziana e intimamente diavola in corpo, dei parrucconi ossigenati ricci, delle prugne buone e dei melagrani allegorici. Ai cultori del barocco, delle perifrasi lepida ad ogni costo, anche quando semplicemente si vorrebbe chiedere del sale a tavola. Film adatto pe i cultori dell'umorismo inglese-gallese-osteria numero 9, farcito di ortica e grattatine di lavagna.
Piacerebbe molto a gente pervertita ma fine, cervellotica ma impedita, intelligente ma goldrake.
A chi non piacerebbe?
Agli amanti di Steven Segal, alle mogli di Steven Segal, ad Alcide De Gasperi, Alvaro Vitali, Anna Magnani. Dispiacerebbe anche ai maschilisti, ai cattolici e ai nani.
Trama veloce:
Latifondisti senza scrupi, incipriati a cadavere, mangiando bacon discutono retorici e un po' salaci sulle disavvanture intestinali dei consimili, a hume di candela. C'è un disegnatore, la donna ne compra temporalmente l'acclarata bravura, per 8 stelline ar giorno, ma con la clausola di ristorare con le sue grazie mature ma saporite, il soggiorno dell'artista (un marito viaggia, così la donna, emotivamente slavata, resta assolata, inerte davanti alle voglie nobiliari del carismatico pennellatore, ritta a genuflettersi, come una bambola, ligia al contratto stipulato) . L'uomo disegna la proprietà da dodici angoli diversi, dettando condizioni molto capricciose, ma incontrovertibili. Senonké, essendo un fedele riproduttore di ciò che vede, disegna anche dei patticolari che gli mettono madre e figlia, i quali collegati, figurano un possibile omicidio satanico, bestiale e squisitamente assurdo.
L'uomo è costretto a un contratto anche con la figlia, che mette incinta a sua insaputa, ma era tutto un piano per fare un erede, che il marito della figlia è impotente, tedesco e con la evve moscia.
Alla fine quattro capelloni mascherati gli bruciano gli occhi e lo ammazzano, gettandolo nel lago.
Ah, dimenticavo, c'è anche un uomo blu che, nudo e vagamente somigliante a Rocco Siffredi, talvolta orinante, si finge una statua.
Greenaway cerca di insoqquadrire il cervello dello spettatore, così come vanno a soqquadro quelli dei protagonisti. Del resto ir disegnatore è una traslazione dell'artista odierno secondo il regista, acquistabile quan danche fosse innocente, e da questa contraddizione in termini, muore in un'esasperata orgia di barocco neuronale, fluttuante, tiepido, tizianesco, pecoreccio, mitologico e ignavo.

La maieutica è l'arte della lavatrice, pe far tornare bianco il pensiero dell'interlocutore dallo sporco logico più ostinato. La inventò Socrate o l'omino anfibio della dash, adesso non ricordo. Socarte prese spunto dalla donna che sgravava le epe delle atridi manualmente, che detto così suona minaccioso come Jimmy endriss, ma è molto simple minds.
Si prende uno e ti prendi tu, vi chiudete in una stanza, o per non dare alito a dummy, vi state all'aperto, o nel pre-inferno di un ipermercato, poi si discute a getto di spuma. Tu sei uno alla gradevole dal punto di vista della logica, l'altro crede di esserlo, tu gli poni una serie di questue e ricevi man mano spiccioli di idee, alla fine si raggruzzola e si fa vedere al discutiere che quel tesoro di verità ce l'aveva lui dentro come fosse un maiale con la fessura dietro, e doveva solo partorirlo, così da essere logico come il logista che cerca di illogichirlo completamente. Insomma una raffinatissima tecnica di quella sottile arte che risponde al nome meno gergale di presa per i fondelli.
Ma facciamo un esempio per capirvi.
es.
Poniamo caso tu, o lettore licurgico e perciò stesso spartano, sei il legittimo detentore di un euro. Compreresti un panino o una candela? tenendo conto che non puoi comprare altro (ad esempio una capsula contenente il cerume di Darwin), sei sazio e c'è ottima visibilità per diversi metri, che fai?
Risposto? Ora poniamo il caso che tu -nziché un €, ne hai 40 milioni, nelle stesse condizioni succinte di prima, quale sarà il tuo behavior?
Ecco, questa è la maieutica. Fattatela capire, o rafforzarne la sapienza, voglio dire una delle mie attività predi-lette: leggere i trafiletti delle cronache locali. Esse grondono di un pus comico di scostumata gustosità paratattica. Per fare esempi, trascrivo uno dei citati grappolini di frasi, specificando che trovate in grassetto le cose di cui ho risibilmente fatto incetta di sentimento ironizzante per tutta la mente.
Giovedi, 23 Febbraio 2006:
Barra, Pianura, Soccavo: oggi la presentazione del piano cimiteriale.
Napoli - La presentazione dei progetti di ampliamento dei cimiteri dei quartieri napoletani di Barra, Pianura e Soccavo avverrà questa mattina, alle 13, nella sala della giunta di Palazzo San Giacomo. Presenti il sindaco Rosa Russo Iervolino e l'assessore ai cimiteri Paride Caputi. Per l'ampliamento dei tre cimiteri è previsto un investimento per 40 milioni di euro. Si avvierà così concretamente l'attuazione del piano regolatore cimiteriale, con il potenziamento del sistema cimiteriale "periferico" (qui stavo per cappottarmi come davanti ai Marx).
Forse ora capite meglio la maieutica e Socrate, ma occorre fare un conato mentale per capire meglio David Cooper, un simpatico antipsichiatra, ex-psichiatra, figura meravigliosa di scenziato schizoide, hippy, turbotronic e popcorn & mescalina a cui può essere paragonato solo Frieschmann, il vecchio signore delle api. In uno dei suoi libri più speedball in assoluto, La morte della Famiglia, il nostro prescriveva che i morti dovessero essere lasciati liberi di decomporsi a sazietà, su un albero, in un campo, pasto nudo per bioriduttori, uccelli, cannibali, alieni, giornalisti sportivi (questo era un climax). Io sono altamente d'accordo con tutto ciò, per cui trovo il culto dei morti una vera barbarie. Mia madre è morta da quasi dieci anni e io non sono mai andato al cimitero in questo archibugio di tempo, eppure serbo di lei ricordi e rispetto di gran lunga più preziosi e veri di fiori di caciucco, lumini padrepsichedelici, e tutto quel turbillion funebre che esasperebbe qualsiasi morto se non fosse tale . Ho scritto su di lei cosicciuole che secondo me valgono di più del materialismo storico. Ma questo è un discorso intimedia, non è giusto porlo in questo articolo di controcultura spirituale.
A che serve esternare materialmente il rispetto per i nostri trapassati prossimi? C'è qualcosa di più stupido? Qualcosa di più stupido che impiegare 40 milioni di euro per i morti e non per i vivi? E questo non lo dico perché, fregiandomi di appartenere alla categoria, lascio presagire di ambire a una quota. Il mio è un discorso non venale, ma scheletrico.
A che serve tenere giganteschi comodini di ossi e teschi dentro cittadelle mesmerizzate? Basta l'obbligatoria sfilata di moda del 2 Novembre a giustificare tale costo sociale? I becchini? Le poppe funebri? Ma scusate, allora gli ausiliari del traffico? Si troverà anche per i beccamorti un lavoro ugualmente inutile.
Parliamoci chiari: quale possiblità ho che un mio pronipote, che non mi ha mai conosciuto, viene e dona il cero, il fiore, alla mia foto analogica? Tutt'al+ si potrà fare qualche morto di spirito sul mio abbigliamento, sul mio taglio dei capelli ecc. Dopo massimo un paio di generazioni il culto di morto diventa da specifico a generale, a meno che non ti siano sanguinate le mani durante la vita come a Padre pio, così che ci sono un sacco di persone che pigliano malattie perchè baciano marmi e bare dove tutti hanno distribuito baci con bocche che chissà cosa avevano fatto prima. A questo nessuno ci pensa, nessun dicastero per le parti sbaciucchiate dei reliquiari come veicolo di virus. La solita Italia.
Tra due secoli chi ci sarà a difendere le nostre tombe dalla rapacità seppellente dei vivi e dei loro nuovi morti? nessuno, forse solo José Altafini. Ci metteranno in una fossa in comune. Signori miei, i morti vanno incendiati, mineralizzati, perché essi non sono quello che crediamo. Ribadiamo ancora una vorta il concetto di Epiteto: quando noi ci siamo non c'è la morte, viceversa c'è, e se c'è, si spendono pensieri finché è possibile, non soldi.
Si prende uno e ti prendi tu, vi chiudete in una stanza, o per non dare alito a dummy, vi state all'aperto, o nel pre-inferno di un ipermercato, poi si discute a getto di spuma. Tu sei uno alla gradevole dal punto di vista della logica, l'altro crede di esserlo, tu gli poni una serie di questue e ricevi man mano spiccioli di idee, alla fine si raggruzzola e si fa vedere al discutiere che quel tesoro di verità ce l'aveva lui dentro come fosse un maiale con la fessura dietro, e doveva solo partorirlo, così da essere logico come il logista che cerca di illogichirlo completamente. Insomma una raffinatissima tecnica di quella sottile arte che risponde al nome meno gergale di presa per i fondelli.
Ma facciamo un esempio per capirvi.
es.
Poniamo caso tu, o lettore licurgico e perciò stesso spartano, sei il legittimo detentore di un euro. Compreresti un panino o una candela? tenendo conto che non puoi comprare altro (ad esempio una capsula contenente il cerume di Darwin), sei sazio e c'è ottima visibilità per diversi metri, che fai?
Risposto? Ora poniamo il caso che tu -nziché un €, ne hai 40 milioni, nelle stesse condizioni succinte di prima, quale sarà il tuo behavior?
Ecco, questa è la maieutica. Fattatela capire, o rafforzarne la sapienza, voglio dire una delle mie attività predi-lette: leggere i trafiletti delle cronache locali. Esse grondono di un pus comico di scostumata gustosità paratattica. Per fare esempi, trascrivo uno dei citati grappolini di frasi, specificando che trovate in grassetto le cose di cui ho risibilmente fatto incetta di sentimento ironizzante per tutta la mente.
Giovedi, 23 Febbraio 2006:
Barra, Pianura, Soccavo: oggi la presentazione del piano cimiteriale.
Napoli - La presentazione dei progetti di ampliamento dei cimiteri dei quartieri napoletani di Barra, Pianura e Soccavo avverrà questa mattina, alle 13, nella sala della giunta di Palazzo San Giacomo. Presenti il sindaco Rosa Russo Iervolino e l'assessore ai cimiteri Paride Caputi. Per l'ampliamento dei tre cimiteri è previsto un investimento per 40 milioni di euro. Si avvierà così concretamente l'attuazione del piano regolatore cimiteriale, con il potenziamento del sistema cimiteriale "periferico" (qui stavo per cappottarmi come davanti ai Marx).
Forse ora capite meglio la maieutica e Socrate, ma occorre fare un conato mentale per capire meglio David Cooper, un simpatico antipsichiatra, ex-psichiatra, figura meravigliosa di scenziato schizoide, hippy, turbotronic e popcorn & mescalina a cui può essere paragonato solo Frieschmann, il vecchio signore delle api. In uno dei suoi libri più speedball in assoluto, La morte della Famiglia, il nostro prescriveva che i morti dovessero essere lasciati liberi di decomporsi a sazietà, su un albero, in un campo, pasto nudo per bioriduttori, uccelli, cannibali, alieni, giornalisti sportivi (questo era un climax). Io sono altamente d'accordo con tutto ciò, per cui trovo il culto dei morti una vera barbarie. Mia madre è morta da quasi dieci anni e io non sono mai andato al cimitero in questo archibugio di tempo, eppure serbo di lei ricordi e rispetto di gran lunga più preziosi e veri di fiori di caciucco, lumini padrepsichedelici, e tutto quel turbillion funebre che esasperebbe qualsiasi morto se non fosse tale . Ho scritto su di lei cosicciuole che secondo me valgono di più del materialismo storico. Ma questo è un discorso intimedia, non è giusto porlo in questo articolo di controcultura spirituale.
A che serve esternare materialmente il rispetto per i nostri trapassati prossimi? C'è qualcosa di più stupido? Qualcosa di più stupido che impiegare 40 milioni di euro per i morti e non per i vivi? E questo non lo dico perché, fregiandomi di appartenere alla categoria, lascio presagire di ambire a una quota. Il mio è un discorso non venale, ma scheletrico.
A che serve tenere giganteschi comodini di ossi e teschi dentro cittadelle mesmerizzate? Basta l'obbligatoria sfilata di moda del 2 Novembre a giustificare tale costo sociale? I becchini? Le poppe funebri? Ma scusate, allora gli ausiliari del traffico? Si troverà anche per i beccamorti un lavoro ugualmente inutile.
Parliamoci chiari: quale possiblità ho che un mio pronipote, che non mi ha mai conosciuto, viene e dona il cero, il fiore, alla mia foto analogica? Tutt'al+ si potrà fare qualche morto di spirito sul mio abbigliamento, sul mio taglio dei capelli ecc. Dopo massimo un paio di generazioni il culto di morto diventa da specifico a generale, a meno che non ti siano sanguinate le mani durante la vita come a Padre pio, così che ci sono un sacco di persone che pigliano malattie perchè baciano marmi e bare dove tutti hanno distribuito baci con bocche che chissà cosa avevano fatto prima. A questo nessuno ci pensa, nessun dicastero per le parti sbaciucchiate dei reliquiari come veicolo di virus. La solita Italia.
Tra due secoli chi ci sarà a difendere le nostre tombe dalla rapacità seppellente dei vivi e dei loro nuovi morti? nessuno, forse solo José Altafini. Ci metteranno in una fossa in comune. Signori miei, i morti vanno incendiati, mineralizzati, perché essi non sono quello che crediamo. Ribadiamo ancora una vorta il concetto di Epiteto: quando noi ci siamo non c'è la morte, viceversa c'è, e se c'è, si spendono pensieri finché è possibile, non soldi.
Tale blog (dei miei mi guardi dio, che degli altri mi guardi io), tacierà fino al 25 Maggio, per cui, siete pregati solo se siete dei santi. O dei padrini. O dei padrini non ancora intercettati.

Perché i pitagorici non potevano raccogliere un oggetto rotolato al suolo? Erano sodomofobi? Per connesso, la casa dei pitagorici era piena di saponette, e per connesso, di sangue raggrumato agli spigoli, e per connesso, nelle colonie della magnia grecia c'era un compramento assillante di bendaggi e garze a rete, e per connesso, un florido mercato di bendaggi era prova di un florido persistere della scuola.
Quando lottavano spalmati di saclà due pitagorici, e uno lanciava l'altro a terra, come un oggetto, non poteva più raccoglierlo e sibilarlo di colpi offensivi, fino a provocargli la metempsicosi.
Se dei pitagorici facevano cadere in un'imboscata altri pitagorici, non potevano più raccoglierli, e dunque, se nel carattere erano brigantini, l'osservanza fanatica della disciplina li faceva necessariamente onesti.
Quando cadeva un anniversario, restavano immobili con i festoni in mano. Questo aspetto dell'oggetto caduto da non raccogliere li rendeva mitissimi, infatti non raccoglievano mai nessuna provocazione.
Per sfregio, nacque nell'attica una scuola antitetica: i raccoglitori attidudinali, i quali andavano nel luogo di riunirsi dei pitagorici e, davanti a loro, come sgranocchiarsi il porco davanti a ebrei o mussurmani, rimettevano sull'albero tutte le foglie che cadevano. Per fargli ancora più dispetto cadevano continuamente dalle nuvole, anche se non potevano risalirvi al massimo che 2 o 3 volte.
Quando lottavano spalmati di saclà due pitagorici, e uno lanciava l'altro a terra, come un oggetto, non poteva più raccoglierlo e sibilarlo di colpi offensivi, fino a provocargli la metempsicosi.
Se dei pitagorici facevano cadere in un'imboscata altri pitagorici, non potevano più raccoglierli, e dunque, se nel carattere erano brigantini, l'osservanza fanatica della disciplina li faceva necessariamente onesti.
Quando cadeva un anniversario, restavano immobili con i festoni in mano. Questo aspetto dell'oggetto caduto da non raccogliere li rendeva mitissimi, infatti non raccoglievano mai nessuna provocazione.
Per sfregio, nacque nell'attica una scuola antitetica: i raccoglitori attidudinali, i quali andavano nel luogo di riunirsi dei pitagorici e, davanti a loro, come sgranocchiarsi il porco davanti a ebrei o mussurmani, rimettevano sull'albero tutte le foglie che cadevano. Per fargli ancora più dispetto cadevano continuamente dalle nuvole, anche se non potevano risalirvi al massimo che 2 o 3 volte.
Quando tutti agitano le taniche di karosene contro la strega sul palo, significa che la gente si sta davvero, giustamente, infiammando.

Sveglio. C'è Noel Gallagher disegnato per terra, che parla, ma può muovere solo gli occhi e la bocca. Mi dice che ho perso la memoria. Ha la voce eguale a quella di Chuck D dei Public Enemy. Sulle prime si vuole credergli, siamo acciugati in uno stanzinello che dà sui fumi del ristorante Swab & Weber, giganteschi tubi metallici caldi dove romba olio morto. Inoltre piove come in una fangosa periferia coreana, e ci sono i topi che camminano, tutti senza la parte posteriore, mezzi, camminano sull'inserto porno di famiglia cristiana, steso per terra, tutto decriptato tranne le gengive delle modelle. Niente ha senso, tranne qualunque bella ragassuola con più voglia di sesso che di specchio, o al limite, di tutte e due al medesimo tempo supplementare.
- Non dire stronzate, se avessi perso la memoria come saprei chi sei?
Lui ride alzando una nubina di gessetto rosso (la sua bocca è disegnata con il gesso rosso, roba da non credere).
- Sai chi sono perché sta scritto sopra la mia testa.
E' vero, sta scritto sopra la sua testa, ma se fosse una menzogna? Se io non sapessi leggere e lui stesse tentando l'ingannaia?
- Io ero uno dei tuoi ricordi, uno dei tuoi ricordi che hanno giudicato inutili e mi hanno restato qua.
- Giudicato inutili, chi? Tutti i miei ricordi sono inutili, ah, ah, chiunque siano li ho giocati. Ci beviamo un kimbo?
- Infatti...Evidentemente quelli che hanno preso la tua memoria avevano altri ripensamenti.
- Come, non hai detto che ho perso la memoria?
- infatti, l'hai persa a carte. L'hai persa a ramino e hai dovuto darla. Avevi perso tutto, soldi, brioches, il sacchetto con i ciuffi pubici di irene Pivetti, tutto. Alla fine ti sei giocato la memoria, l'hai persa. Se la sono presa un sacco, ma non tutta, pensavano che fossi più conoscente, invece, sì, eri parecchio conoscente, ma molte cose erano inutili a conoscersi, non c'era il piacere di conoscersi le tue cose, il tuo sapere era per metà mescalina e per metà popcorn, non avevano carattere patrimoniale, scusa il gergo di manchster ma sto fatto a colla di brutto, tu così mi vedevi, fottuto jamiroquai del cazzo. Io sono stato giudicato tale, se ti affacci ne vedi altre migliaia di me che hanno buttato, perché, caro mio, nemmeno la caritas sa che farsene di ricordi giudicati ignudi.
- Devo rintracciarli. Chi sono?
- Chi?
- Quelli che mi hanno smemorizzato.
- L'hanno anche detto...ma non ricordo...sai la mia memoria è pochissima, giusto due o tre bistecche di neuroni, per magazzinare queste poche cose che ti ho detto, ho dovuto allontanare tutti i ricordini che avevi collegati alla mia immagine.
- Non c'è nessuna possibilità che sia io un "tuo" ricordo, e tu stai lì perché sei morto, marameo e ti hanno sparato e ti hanno preso le misure detective col gessetto? Sono il tuo muro meraviglioso?
La finestra si spalanca il vento spazza via il...quello che era disegnato per terra e parlava, c'era pure scritto chi era! non vorrei che prendendosela me l'hanno danneggiata la ricordanza, mai visto una faccia così buffa, mai visto sopracciglia più amazzoniche.
Che ci faccio qui? Da come odoro credo proprio di non aver pagato nemmeno una volta l'affitto.
- Non dire stronzate, se avessi perso la memoria come saprei chi sei?
Lui ride alzando una nubina di gessetto rosso (la sua bocca è disegnata con il gesso rosso, roba da non credere).
- Sai chi sono perché sta scritto sopra la mia testa.
E' vero, sta scritto sopra la sua testa, ma se fosse una menzogna? Se io non sapessi leggere e lui stesse tentando l'ingannaia?
- Io ero uno dei tuoi ricordi, uno dei tuoi ricordi che hanno giudicato inutili e mi hanno restato qua.
- Giudicato inutili, chi? Tutti i miei ricordi sono inutili, ah, ah, chiunque siano li ho giocati. Ci beviamo un kimbo?
- Infatti...Evidentemente quelli che hanno preso la tua memoria avevano altri ripensamenti.
- Come, non hai detto che ho perso la memoria?
- infatti, l'hai persa a carte. L'hai persa a ramino e hai dovuto darla. Avevi perso tutto, soldi, brioches, il sacchetto con i ciuffi pubici di irene Pivetti, tutto. Alla fine ti sei giocato la memoria, l'hai persa. Se la sono presa un sacco, ma non tutta, pensavano che fossi più conoscente, invece, sì, eri parecchio conoscente, ma molte cose erano inutili a conoscersi, non c'era il piacere di conoscersi le tue cose, il tuo sapere era per metà mescalina e per metà popcorn, non avevano carattere patrimoniale, scusa il gergo di manchster ma sto fatto a colla di brutto, tu così mi vedevi, fottuto jamiroquai del cazzo. Io sono stato giudicato tale, se ti affacci ne vedi altre migliaia di me che hanno buttato, perché, caro mio, nemmeno la caritas sa che farsene di ricordi giudicati ignudi.
- Devo rintracciarli. Chi sono?
- Chi?
- Quelli che mi hanno smemorizzato.
- L'hanno anche detto...ma non ricordo...sai la mia memoria è pochissima, giusto due o tre bistecche di neuroni, per magazzinare queste poche cose che ti ho detto, ho dovuto allontanare tutti i ricordini che avevi collegati alla mia immagine.
- Non c'è nessuna possibilità che sia io un "tuo" ricordo, e tu stai lì perché sei morto, marameo e ti hanno sparato e ti hanno preso le misure detective col gessetto? Sono il tuo muro meraviglioso?
La finestra si spalanca il vento spazza via il...quello che era disegnato per terra e parlava, c'era pure scritto chi era! non vorrei che prendendosela me l'hanno danneggiata la ricordanza, mai visto una faccia così buffa, mai visto sopracciglia più amazzoniche.
Che ci faccio qui? Da come odoro credo proprio di non aver pagato nemmeno una volta l'affitto.
Su emule gira un fail dove il corsivo nero, il comico grassetto Beppe Grillo lista un gruppo di noantri, morti in maniera risibile, cioè, pure se sei morto, mi fai ridere come lo sei, e penso non solo a me, e allora è d'uopo stilare una classifica dei meglio morti di che è morto. Dunque, non condivido la tua morte, ma mi batterò affinché io possa esprimerne la simpatia, che mi ispira.
Sappiamo esistere un'ipocrisia per fortuna a tempo, attempata, per la quale, anche gli animi compiaciutamente cinici, devono tacere, almeno finché sia passato tanto di quel tempo che la cosa non sanguina più. Allora, fra un annetto, ci si riderà tutti a pensare che quello della Blue Marine è morto incornato da un rinoceronte, ma oggi, forse, ci sorrido solo io. Mi dispiace, chiamatemi maestrom, ma io mi gorgo di essere onesto con me, e dovreste esserlo tutti, soprattutto quando siete turbati da un fondoschiena molto bello e nelle vostre vicinanze, o se siete omosessuali ciechi, dalla vista di un bel fusto, o se siete donne normali, come si dovrebbe essere, da un bel tipo panna e melenzana, e benché turbati non fate niente di fisico, ma solo platonico.
Più di una volta, tanti di loro a cui ho assistito alle morti per tv o giornale, morti un po' psichedeliche, hanno riso subito, poi si sono composti e alla fine mi hanno picchiato per farmi smettere a me, che da loro ero stato appiccato a ridere. Dicono che sono immaturo, ma davvero nessuno di voi vien da ridere alla notizia "è morto incornato da un rinoceronte?" Secondo me, se non ridete, siete solo dei malati. In Indonesia ridono quando muore chiunque, anche se non incornato da rinoceronte, e nessuno li chiama "mostri". Io ci rido ancora, benché sia passata un'ora. Non voglio scolparmi, però in questa malsana(?) percezione del reale, concorrono pure la pubblicità. Prima con il videomontaggio di Ronaldhino, poi con l'ippopotamo che corre come una lepre e maciulla il giaguaro alla giugulare, poi la gente che stacca la spina del telefono che inevitabilmente ti fa pensare alle vecchie che staccano la spina del respiratore, pe non veder soffrire i loro mariti rimbambiti dal troppo picchiarle; donne che vengono poi punite dalla giustizia più velocemente di Previti, quando vedi queste cose è difficile non sentirsi un po' Jannacci.
Poi, uno apre il sito di Repubblica e gli pare di stare su Froottle, tanto che si avrebbe intenzione di citare il plagio. Una donna palleggiata a letto da due gemelli e lei non se ne accorge. Uno che è famoso perché fa quadri col sangue che gli esce dai buchi di droga, quando dieci anni fa io, giovinissimo, li facevo col vomito e facevo il ritratto di Cristo con le cicche della marlboro. Nessuno mi ha fatto famoso, anche perché non ho mostrato a nessuno quella roba, perché era troppo avanti, ora però mi ero scordato di quella roba, e mi trovo indietro (in compenso ho ancora molte cose con cui sto avanti). Muore il fondatore del gruppo Cobra, quando da tempo si è estinto il più importante dei cobri. Un iraniano fa la maglia che portai ai brevetti anni fa ricevendone risate, come se avessero davanti uno di successo, morto incornato da un rinoceronte.
Sappiamo esistere un'ipocrisia per fortuna a tempo, attempata, per la quale, anche gli animi compiaciutamente cinici, devono tacere, almeno finché sia passato tanto di quel tempo che la cosa non sanguina più. Allora, fra un annetto, ci si riderà tutti a pensare che quello della Blue Marine è morto incornato da un rinoceronte, ma oggi, forse, ci sorrido solo io. Mi dispiace, chiamatemi maestrom, ma io mi gorgo di essere onesto con me, e dovreste esserlo tutti, soprattutto quando siete turbati da un fondoschiena molto bello e nelle vostre vicinanze, o se siete omosessuali ciechi, dalla vista di un bel fusto, o se siete donne normali, come si dovrebbe essere, da un bel tipo panna e melenzana, e benché turbati non fate niente di fisico, ma solo platonico.
Più di una volta, tanti di loro a cui ho assistito alle morti per tv o giornale, morti un po' psichedeliche, hanno riso subito, poi si sono composti e alla fine mi hanno picchiato per farmi smettere a me, che da loro ero stato appiccato a ridere. Dicono che sono immaturo, ma davvero nessuno di voi vien da ridere alla notizia "è morto incornato da un rinoceronte?" Secondo me, se non ridete, siete solo dei malati. In Indonesia ridono quando muore chiunque, anche se non incornato da rinoceronte, e nessuno li chiama "mostri". Io ci rido ancora, benché sia passata un'ora. Non voglio scolparmi, però in questa malsana(?) percezione del reale, concorrono pure la pubblicità. Prima con il videomontaggio di Ronaldhino, poi con l'ippopotamo che corre come una lepre e maciulla il giaguaro alla giugulare, poi la gente che stacca la spina del telefono che inevitabilmente ti fa pensare alle vecchie che staccano la spina del respiratore, pe non veder soffrire i loro mariti rimbambiti dal troppo picchiarle; donne che vengono poi punite dalla giustizia più velocemente di Previti, quando vedi queste cose è difficile non sentirsi un po' Jannacci.
Poi, uno apre il sito di Repubblica e gli pare di stare su Froottle, tanto che si avrebbe intenzione di citare il plagio. Una donna palleggiata a letto da due gemelli e lei non se ne accorge. Uno che è famoso perché fa quadri col sangue che gli esce dai buchi di droga, quando dieci anni fa io, giovinissimo, li facevo col vomito e facevo il ritratto di Cristo con le cicche della marlboro. Nessuno mi ha fatto famoso, anche perché non ho mostrato a nessuno quella roba, perché era troppo avanti, ora però mi ero scordato di quella roba, e mi trovo indietro (in compenso ho ancora molte cose con cui sto avanti). Muore il fondatore del gruppo Cobra, quando da tempo si è estinto il più importante dei cobri. Un iraniano fa la maglia che portai ai brevetti anni fa ricevendone risate, come se avessero davanti uno di successo, morto incornato da un rinoceronte.

Esistono omosessuali ciechi dalla nascita?
Ieri forfora rosa, che naviga su internet da un ufficio medico, mi ha dato una notizia panna e melenzana. panna perché dolce, melenzana perché c'è una parte in essa non dolce, anzi ortaggiosa, come le melenzane dopo la panna.E' morto il terribile venditore di stoffe e capi, che nell'infanzia funestava tutte le mie partitelle stradali con lanci di improperi, bestemmie e arance della sicilia. Devo tutto al lui il mio sterminato bagaglio di imprecatore, e le migliori spremute di succo di sicilia, le quali hanno contribuito in modo irreversibile a farmi amare questa terra.
Un uomo con la faccia sempre piena di sangue sottocutaneo invenuzzito, occhietti sudicio-glaciali, dentiera gialla oscena ed esibita, una voce roca e cafona, a misura della sua straordinaria grettezza d'uomo e di spiloccio.
Ieri il Signor S. è inaspettatamente crepato a novantina inoltrata. Quando l'ho saputo un cavallo di luce ha percorso nitrendo fuochi d'artificio dalle nari tutto il mio stato d'animo, finché FF non mi ha detto come è andata. E' stata quella che si dice in gergo una morte elettrica, avvenuta nel sonno, godeva di una salute mega ol'right, non se n'è nemmanco accorto che era morto. Allora ho provato disagio e peritonite spirituale. Un uomo deploroso, che non ha fatto bene nemmeno a mia madre, grande fumatore, grande contestatore di padre pio, autore di un figlio quasi peggio di lui, ottiene la morte perfetta, che si baratterebbe col più obeso dei jack pot. Così i vili muiono in un baleno, senza soffrire nemmeno un raffreddore post parto, e gente come Ambrogio Fogas, che sapeva portare la vela e fare tanta altre cose spettacolari, muoiono in modo lento e disumano, che non sto qui a ripetere. Queste sono prove che il male, storicamente, come ci dice il Machiavelli, resta sempre il proprietario del casinò della vita, e peccare solo sessualmente non basta a farti godere di tutti i privilegi concessi ai malvagi totali.



