
Sveglia presto stamane, si va da Wilcott l'Ammazzaproverbi. Preparo tutte le foto degli incidenti in moto, che gli piacciono tanto, pone io nella cartella rosa questo, c'è una fiammata, ma tutto è ok. Un ultimo post-it sull grossa statua della madonna in frigo: mi è venuta un'altra idea per costruire un corpo organico partendo semplicemente da una nana che prende la comunione. Meglio non dimenticarlo mai. Saluto sul divano il mio conquilino che sta cercando di togliersi il piede coriandolo nella trappola per volpi, lì sul balcone, dove ora grandina piano. La moglie in sottana gialla lo guarda indifferente, carezzandosi i bicipiti coi pollici. mi sembra che più lo fisso più il seno ingrossa, dunque devo guardarla nel suo insieme. Ma è peggio, si ingrossa tutta, e dal balcone nevica farina edile nel giardino dove i nani erborei potano flosce piante tentacolari e sputogene. Odio la superstizione, eppure, mi è più facile accettare l'idea che sono superstizioso, piuttosto che folletto, o ancor meno, di aver simili poteri.
Scendo, vicino casa mia c'è il cimitero, è vicino alla mia staccionata nana di bauxite, tanto che certe volte inciampo e volo in una fossa, sognando al rallentatore. Quando mi rialzo ho sempre un orologio in più e tanti nastri dei Duran Duran da non sapere che farmene. Ne ho così tanti che potrei rendere una mummia marrone Morgan dei Bluvertigo, se solo gli capitasse di incontrarmi in sala rianimazione.
Saluto il signor Marge e le sue due amanti cinesi a lato. Ogni giorno il signor Marge porta una confezione di wurstel sulla lapide di mollica sotto la quale riposa la moglie, la compianta e fanatica wilma, la companatica Wilma. Un giorno o l'altro vi parlerò del cimitero, ma ora c'è Mina in mutande di pane che mi porta a cavallo di un asino il mio nuovo portatile rosato.
"Vieni con me da Wilcott, Minona?"
"Perché no?"
"Oddio, pensavo che mi dicessi di no, ora non so più dove andare in vacanza, sei contenta?"
"Se ti turba, possiamo fare l'amore, mentre la macchina sorpassa, e mangiare stuzzichini schifosi fino a deprimerci, per colpa delle tua famiglia questa volta, si intende. Loro sono oppressivi alla giugulare, siete tutti univochi nel corpo, ma siamesi nell'anima".
" Che senso ha se non puoi rendermi padre?"
" Vuoi essere maledetto dalla generazione futura?"
"No, voglio che ti innamori del pediatra, che ti dilati le tette senza che io debba fissarle a tutti i costi."
"Ti piaccio con le balzen dilaganti?"
"Non più di Around the world dei Daft Punk, però, dai, da tantona renderesti più dolci le mie visite dal tabaccaio, quando non so che farmene delle ore pomeridiane."
Andiamo mano nella mano, come due piccioncini ammalati di eroina, timidi nel darci gli occhi, verso la mia macchina estiva da deserto. Poi Mina sanguina da sotto i capelli rossi raccolti a rosone di Chiesa.
"Cristo! non posso farti entrare se sanguini i quel modo!"
"Ma che posso farci, tesoro!? Secondo te, mi piace fare questo?"
"Non puoi sanguinare dal naso, come fanno tutti quelli che sanguinano senza pregiudicare il loro domandi?"
"Che cosa cambierebbe?"
"Diamine, sarebbe più facile da tamponare."
"Ma che vuoi...se andiamo mano nella mano, sotto la grandine, rischio di ferirmi qui sopra..."
Ci bendiamo insieme la testa, come gli amanti di Magritte e ci baciamo in un furioso, disperato frinire di cicale sgrandinate.
Poi, speriamo di essere saliti nell'auto giusta.
Scendo, vicino casa mia c'è il cimitero, è vicino alla mia staccionata nana di bauxite, tanto che certe volte inciampo e volo in una fossa, sognando al rallentatore. Quando mi rialzo ho sempre un orologio in più e tanti nastri dei Duran Duran da non sapere che farmene. Ne ho così tanti che potrei rendere una mummia marrone Morgan dei Bluvertigo, se solo gli capitasse di incontrarmi in sala rianimazione.
Saluto il signor Marge e le sue due amanti cinesi a lato. Ogni giorno il signor Marge porta una confezione di wurstel sulla lapide di mollica sotto la quale riposa la moglie, la compianta e fanatica wilma, la companatica Wilma. Un giorno o l'altro vi parlerò del cimitero, ma ora c'è Mina in mutande di pane che mi porta a cavallo di un asino il mio nuovo portatile rosato.
"Vieni con me da Wilcott, Minona?"
"Perché no?"
"Oddio, pensavo che mi dicessi di no, ora non so più dove andare in vacanza, sei contenta?"
"Se ti turba, possiamo fare l'amore, mentre la macchina sorpassa, e mangiare stuzzichini schifosi fino a deprimerci, per colpa delle tua famiglia questa volta, si intende. Loro sono oppressivi alla giugulare, siete tutti univochi nel corpo, ma siamesi nell'anima".
" Che senso ha se non puoi rendermi padre?"
" Vuoi essere maledetto dalla generazione futura?"
"No, voglio che ti innamori del pediatra, che ti dilati le tette senza che io debba fissarle a tutti i costi."
"Ti piaccio con le balzen dilaganti?"
"Non più di Around the world dei Daft Punk, però, dai, da tantona renderesti più dolci le mie visite dal tabaccaio, quando non so che farmene delle ore pomeridiane."
Andiamo mano nella mano, come due piccioncini ammalati di eroina, timidi nel darci gli occhi, verso la mia macchina estiva da deserto. Poi Mina sanguina da sotto i capelli rossi raccolti a rosone di Chiesa.
"Cristo! non posso farti entrare se sanguini i quel modo!"
"Ma che posso farci, tesoro!? Secondo te, mi piace fare questo?"
"Non puoi sanguinare dal naso, come fanno tutti quelli che sanguinano senza pregiudicare il loro domandi?"
"Che cosa cambierebbe?"
"Diamine, sarebbe più facile da tamponare."
"Ma che vuoi...se andiamo mano nella mano, sotto la grandine, rischio di ferirmi qui sopra..."
Ci bendiamo insieme la testa, come gli amanti di Magritte e ci baciamo in un furioso, disperato frinire di cicale sgrandinate.
Poi, speriamo di essere saliti nell'auto giusta.
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