domenica, 10 settembre 2006
vecchio paraplegico

Caro Diario,
qualche giorno fa avevo un'impellenza straordinaria: buttare dal sesto piano il paraplegico del piano di sopra. Come facevano i nazisti nel film di Polanski, e presumo pure nella realtà.  Ma non per spirito di nazismo, non si può pensare questo. Il mio obiettivo era fare una matriosca mostruosa con un ripieno di fluttuante e pallida carità. Ci sono molte cose apparentemente krugher che nascondono dosi massicce di bontà d'animo, anche gli atti socialmente più verminosi, come parcheggiare la proprio auto in un negozio, senza assenso del proprietario, a ben vedere, sono molto Ziggy Stardust.

Quell'uomo, o donna, adesso non so, avendolo buttato al buio, e non avendo mai capito il sesso dalla voce né il senso della vita. Ad ogni modo, quell'essere pativa  millemente, e sgridava il destino come una scimmia spettinata che lamenta una lavandaia nel corpo a strizzagli le viscere col sapone di marsiglia. Un lamento ad orologeria, ogni tre minuti, intenso, spettacolare, satanicamente appagante, a cui i vicini si erano abituati come all'innocqua filastrocca di una sgocciatura, mentre per me, ad ogni urlo era come se qualcuno mi introducesse del cibo avariato nel cervello, in modo del tutto telepatico e gratuito.
Adesso non voglio perorare a favore di una mia presunta umanità, ma a me par fuor di luogo che finché un essere umano grida lamenti non puoi mai ignorarne il senso: il dolore manifestato, massimamente umano, evita tutti gli antivirus della memoria che cerca di schedarlo. Del dolore si gode o si soffre, mai si può essere indifferenti. A meno che non siate uno dei miei vicini o Arnold Schwarznegger.

E' quasi un mese che il cadavere è giù in strada e a nessuno sembra importare. Lo aggirano automaticamente, come fosse il giorno in cui iniziare seriamente una dieta,  un po' i bambini si fermano a vedere le garze di mosche che bendono ferite sempre più stinte, qualche cane lecca il semigel del sangue raggrumato che si incupa. I più arditi si fermano a palparne le tasche, che sono piene di topi, e poi vanno via fingendo di essere solo dei chiromanti di passaggio ammalati di risipola. Mi disturba la mancanza di interesse per il cadavere, l'incapacità di relazionarsi della gente, vorrei che sentissero le meduse nell'anima o almeno Specialist degli Interpol, come me. Il vento fa accapigliare cartacce svenate dal sole. Volge al brutto la teschiera del cielo, con le scimitarre elettriche ancora mute ma canaglie. E' proprio vero: è capace di umanità solo chi è capace di commettere crimini sociali. Frasi del genere dovrebbero vivere solo d'estate, tatuate sui sederi più cool, dove è sicuro che verranno lette e assimilate, anche se subliminalmente.
Postato da: Fricat at 07:57 | link | commenti (11)
Categorie: diario

Commenti
#1   10 Settembre 2006 - 12:20
 
Ma l'hai scaraventato con tutta la sedia a rotelle? Perché potrebbero averlo scambiato per "arredo" urbano.
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Giordano_Struzzo_TV

#2   10 Settembre 2006 - 14:30
 
è tutto un complotto da parte delle barriere architettoniche.

poi com'è andato l'intervento al cervello di cui mi aveva parlato? qualcuno dovrebbe programmare un fdisk anche per la scatola cranica.
_
Qbic
utente anonimo

#3   10 Settembre 2006 - 15:33
 
Giordano:
L'ho buttato con tutta la weelchair, ma si è fermata al piano sotto, cioè il mio, mentre l'essere capriolava giù. Dunque, riterrei di escludere l'urbanesimo.

Qbic:
L'intervento al cervello è perfettamente riuscito, speriamo che funzioni. Anche con l'altro è andato tutto ok. Ho semplicemente fatto un bootabile cd, con i file per dischetto di BootMagic e da lì o riattivato la partizione dormiente, alla ground.
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#4   12 Settembre 2006 - 09:41
 
Geniale! Va ripensato tutto il sistema educativo e libresco, pensate se invece che sui grigi testi scolastici avessimo letto, che so, una divina commedia, tatuata su sederi cool di selezionatissime professoresse!
utente anonimo

#5   12 Settembre 2006 - 10:00
 
Ah ti consiglio "Song Seven", un'altra b-side molto godibile degli Interpol.
utente anonimo

#6   12 Settembre 2006 - 14:18
 
Seconte me la mia ticcèr filosofale quark frase cul-turale ce l'aveve tatù sul popò. Forse nò proppio ir Divino Commedione, magare quark cosa più popular style, tanto pèffacci sollevare dal fossato dell'ignoranza. E in effects noie sollevevamo quark cosa ogne volts che illa entreva per dentro all'aulica: e senza mani!
Ehhh sì, una tonna intelligenza e chiappodromo all'ennesima potenza stratocaster, una che i naneddoti filosofali si sprecheno, una che durente l'annuale gitana scolastica esterofila riuscì affacci assaggiare il cul-turale anco al pottiere alberghifero facendoci le ripitizzioni per dentro al suo camerale. Una tonna al sevizio dell'altrui, neh?

Davide
utente anonimo

#7   13 Settembre 2006 - 07:28
 
Andrè: Mi dimentico sempre che alcune side-b fanno molto panico.

Davide:
Ci mostreggi una foto della sua insegnante, possibilmente di lavagna.
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#8   13 Settembre 2006 - 09:07
 
Commendatò, vorrebbi moltè facci vedere la lavagna della prof, emmapperò iè passato un pochettino di tempo da quel tempo haiscùl e laurapalmer in cui mi dedichevo al filosofale.
Faccimo così, mò vade per dentro all'archiviale delle fote pèffare cercamento chiappodromico filosofale (et aunque un po' amarcord, shperiamo che nommi scende il lagrimale).
Comunque, seconte me, se lei si fa un girin-giro nei scuolari di Adometrovos son quasi sicureo che la trova, picchè lei ere pattenopea per dentro, ma soprattette per fuori, enfatti sempere iva dicendo che "ques piemontesi son un po' freddini, ma una volts che li scaldavivando un tot, alloro sì che fanno ir favillare! Iè pìqquesto che vi hanne mandato ieie como profs sudista, che vi imparo a facci venire ir sangue caldeo alle femminee! Approfittètene e imparatevelo finchè sono qui, che prima oppoi mi torno in copp'o Vesuvio, uè!".
Pènnoi ere como sentire un discosso di Cesare ai legionari: erevamo orgoglioni di lei e la amevemo nel profound.
Ricodde sempere con tanto affettato ùssuo consiglio: "Quando che state cò una ragazzea e la tempera si alza picchè vi viene di fare le cose sessuate, nòffate como tutti gli uomi, che via le brache e stanno in magliè, che l'uomo sbracato fa ridere e sembre uno shtrunz! Ragazzee, ditecelo anco voi ai vostri compagnetti! Toglietive ante la magliè, o, se noppotete più dicci di no, via tutto 'nsieme, anche le calze, che fanno ridicolismo anche quele, uè!".
Ehhh, Tonna Antonia ere proppio ir non push ultra, una profs tutta hurracane e freud, emmapperò caldea assaie. Indimenticabboli!

Davide
utente anonimo

#9   13 Settembre 2006 - 09:29
 
Che creatura spettacolare!
Però le donne invece, meglio se tengono qualcosa indosso di stratocaster!
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#10   13 Settembre 2006 - 11:00
 
Ques iè una granderrima verdad, Commendatò. Ammè presempie mi piacceno i chiappodromi insaccati per dentro ai culottes, ma pure altri.
Alla mia profs 'nvece, ci piecceva sempere tenessi gli oculari solari, anche per durante la lezione, picchè ir discone solare gli dava fastidiosità.
Un dì Gianna, una mia compagnuccia veri pollicina e curiosity kill the cat, ci chiese alla profs: "Profs, ma allèi nolli toglie proppio mai gli oculari solatii?". E Antonia la saggia ci rispose: "Uèuè, Gianna, chishti mi shtanne bbene, no? E allora li tenghe sempere. Eppoi checcentra, 'na volta ci feci pure all'ammmore cogli oculismi solari nel facciale, eh! Provelo anche tu prima oppoi, provelo. La fine do mùnn".
Fu lì che capimmo di esse stati baciati col linguale turbokrughes dalla dea bendover: nottutti posseno dire di esse stati cresciuti da un mentore saggerrimo como Jesus o Gandhi o Siddatta o ir Buon Butù. Figuriamoci esse cresciuti da una saggina col chiappodromo brasil style e ir cervello moanale! Rarità Commendatò, rarità!

Davide
utente anonimo

#11   13 Settembre 2006 - 11:05
 
Chi sa dove si trova ora questa donna, e se tiene ancora gli occhiali sul setto.
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