
Dicevo,
un giorno mi sveglio e mi fisso tut a cùr i piedi: erano più bianchi del resto, anche dopo aver tolto i calzini chiari, anche se di poco, e quando vi ho picchiato contro un chiodo, si è infilato fino alla capoccia, e tutto con zero noie.
"Questo è strano," ho detto alzando la cornetta, era Adele, la sua voce aveva qualcosa di Ted Sallivan, e poi il suono che faceva nel parlare, dio, era come se le grondasse il volto sul tappeto.
"Senti, Adele, mica stai fumando col corpo?"
"No, appena ieri ho fatto l'amore."
"Strano, fai il rumore di una che arde. Come sai che ho il telefono?"
"Mio padre sta bruciando vivo, giocava coi fornelli. Sei venuto a cena una volta qui. Che devo fare?"
"Rispondi alle domanda, quando ti si interpella. Chi è stato a dirti che ho un telefono?"
"Mio padre brucia!"
"Ok, chiuditi in bagno con i grissini e aspettami."
Più tardi sono sceso, la porta era snap, per terra cartoni della pizza, briciole di lampadina, cd-rom morsicati. Il padre di Adele era completamente beige, L'ho gettato dalla finestra, pesava un niente, era come buttare un foglio della Famiglia Cristiana.
Dio mio, quanti bambini! Qui ad Adometrovos i cani hanno una cultura della contraccezione molto più sviluppata di quella umana. I bambini ci uccideranno, frapporrano il loro odio alla nostra fragilità nervosa che impasta nella polvere i savoiardi del disagio, non riusciamo a fare cinque metri in linea retta per colpa loro, e dei nani.
Adele si era rinchiusa nella vasca, solo la testa fuori dalla sabbia, un occhio ormai quasi cascato dall'orbita, tenuto da un grissino, deve essere stato un amplesso incredibilmente malvagio.
"Ho sentito che l'hai buttato giù."
"Si è sparsa la voce? Di chi parli? Sai, ultimamente sono un vero buttafuori."
"Parlo di mio padre, lo conoscevi, no?"
"Sì, sembra però che tu ti sia dimenticata quello che c'è stato tra noi, o almeno tra me e il tuo tatuaggio in sede. Tuo padre se l'è cercata. Perché non fai qualcosa per il nostro occhio?"
"Ormai è andato, ma non ho il coraggio di strapparlo, non ho soldi e per farlo l'oculista vuole il mio corpo e il mio addome, e comunque voleva farmelo coi denti. A me non piace, perché non me lo togli tu?"
"Mi trovi più sexy dell'Oculista?"
"Sei il mio tipo non plus Hulk, prima di restare al verde."
"Non è che lo dici perché la vista è dimezzata?"
"Su, non fare il modesto, scava una buca, qui, sono molto triste e peccatrice. Toh, prendi un grissino come escavatrice, abbiamo tutto il tempo".
"Ma sei fresca di lutto, e poi, se non ti bendi l'occhio, mi fai molto krugher."
"Mah, mio padre è morto da tempo, ormai era solo un agglomerato di cellule sullo Skeitboard di plutonio, che porta all'Ade".
"La strada si sta riempiendo di salme."
"E' sempre piena di salme."
"Sì, ma niente metafore pacchiane quando si convivia alla locanda del piacere. E togliti quel cappello da gerarca nazista, lo sai che mi inibisce."
"No, non me lo tolgo, tutti dicono che mi rende sexy, non fare il bestian contrario. Diamine, ma come cammini? Sembri Aldo Fabbrizi."
"Non so, stamane mi sono svegliato ed è come se i piedi..."
"Ho capito, non dire più niente. Piove."
"Che hai capito? Io nulla, perché non me lo dici?"
"Ti stai pietrificando."
"Ma che dici, è perché poi? Cosa ci guadagno?"
Giorno dopo. Ho i piedi sassati, posso fare persino cuoricini con l'uniposca, le caviglie sono blocchi lunari. Non sento più l'estremo basso, la cosa mi fa impazzire, arrivo ad amputarmi tutte le dita degli unduettoni, pur di provare quel dolore, quella sensibilità che mi direbbe, hey, sono integro! io mi taglierei anche il resto degli unduettoni, ma nella mia stupidità nihilista si trova un cancro di buon senso in metastasi. Metti che io guarisca, poi che si fa appiedati dai piedi? Ci sono medicanti agguerritissimi, capaci di stare tutto ir giorno a ginocchioni, senza stancarsi, e tutto per poche briciole di lire, io già seduto a terra mi affrollo.
Ho una paura cipriota, ho fatto bruciare il pollo nel forno e ho gettato la mia immorale collezione di parrucche, spero in questo modo di placare l'ira divina le cui lingue urticanti mi vellicano l'anima. No, la collezione di peli pubici non si tocca.
Ho tutte le gambe di pietra, Adele aveva ragione. Devo andare dal dottore, uno qualsiasi dei due, tranne quello che usa una lucertola viva, paralizzata di proposito, come pochade. Recupero la sedia a rotelle sul mio balcone e mi calo giù, annodando le bollette scadute (l'ascensore è guasto, sulle scale è in atto un rave party, silenziosissimo, ti fa pensare quasi che hai avuto un'informazione falsa). Ci sono macchie di sangue vicino alle portiere delle auto, e infatti tutti quelli che incontro, per un motivo o per un altro, sanguinano dalla mano, ma sembra non essere questo gran problema, tranne che vogliono fare tutti la mia conoscenza, smanettarmi, così alla fine sembro il più sanguinante di tutti, sembro. Le strade piene di bambini, e da quando si è fulminata la lampadina nel cimitero, corpose di salme.
Chiedo a Milly Carlucci dove posso trovare un dottore, lei smette di pulire i vetri della Citroen al semaforo, mi si avvicina, ha gli occhi da assassina drogata, cerca di baciarmi, le spruzzo nello sguardo lo spray anti-porno che mi ha regalato la nonna. Non urla, solo si inginocchia, nel suo body rosso sangue e si dirupa il volto di smorfie, piangendo nel modo disperato e muto, tipico dei bambini che hanno preso uno sganassone inaspettato quanto freestyle. Per fortuna pratico l'ipnosi alle sue mammelle, nei quali capezzoli risiedeva la vista; riesco ad addormentarla. La sposto e ben disposto, or che la coscienza ha riposto, la sposo, il prete pretestuoso protesta: non voglio mica che un wroom la spalmi sulla carraia, gli dico.
Ho avuto la fortuna che il dottore ha trovato me. "Venga, venga," mi ha detto celerandomi davanti, in camice, anche se ancora in mutande a zuava, come se sapesse tutto, una frittella d'azzurro è apparsa nella negra padella di nubi, ed è cominciato a venir giù l'olio. Io ho girato le ruote e sono salito al suo studio.
"La sua amica dal cappello nazista ha ragione."
"Come sa che ha il capello nazista? Di chi diamine sta parlando?" Risata gracchiante-oleosa da fumatore. Io dico:
"Lei è solo un fottuto grassone bugiardo. Si guardi, sembra Beppe Grillo."
"Comprendo il suo stato d'animo, sono abbastanza ermetico alle offese in queste situazioni. Ad ogni modo Adele, è questo il suo nome fittizio, in tali giorni si è rasata la svastica sul pube, e non lo dico perché ho fatto il Marvel a letto, ma sono il suo dottore, e la visito sempre da cima a fondo. Sa, apprezzo il tatuaggio che ha sul cenotafio, come lei del resto... Io sono il solo dottore che visita quelli che non vanno mai dal dottore, sono io a scovarvi, poveri stronzi imbecilli. vi sentite degli eroi, eh? Degli immortali?"
Beve un drink, si accende una sigaretta, tossisce sangue spray contro i vetri luridi dello studio. Siamo al 15° piano e lui potrebbe buttarmi giù, con tutta la sedia. Nemesi.
"E' sposato, dottore?"
"No, ma colleziono vestiti da sposa, come tutti del resto."
"Che strano, anch'io collezionavo qualcosa del genere, parrucche da prostituta, usate. Prima collezionavo ciuffi di ventre."
"Sta cercando di socializzare?"
"Sto cercando di capire cosa ho di preciso."
"Ha l'ostiomarmosi, una malattia rarissima, se ne conosce solo un altro episodio nella storia, ma molti dicono che è solo un'invenzione di Achille Bonito Olivai. Lei è il secondo. Le ossa si induriscono, la carne si calcifica, tutto si impietrisce, anche l'anima, ma questo è secondario. Tutto tende alla pietra, fino a che non vengono fatti sassi gli organi, allora uno muore. Le spiace se faccio la risata satanica? E' più forte di me. Ho qui davanti una statua work in progress della natura. Mi trovi una situazione meno boombastik e smetto di ridere. uhuhUHUAHAHAHAH."
"Dottore, non c'è una cura?" Scuote la testa mentre lecca il bordo del bicchiere, attenuando progressivamente l'ilarità.
Tutte le domande sull'esistenza hanno iniziato il vespaio, come: "Chi siamo"? "Dove andiamo"?
"Dottore, volevo approfittare della sua cultura medica e del fatto che probabilmente questa è l'ultima volta che talco con uno della vostra razza." Si siede, pronto ad ascoltarmi, lusiganto che gli ho dato del medico, anche se devo reggerlo, se no cade giù in strada. Il suo alito mi abbronza.
"Da quando ho visto il film di Oshima, Ecco l'impero dei sensi, i miei quesiti esistenziali sono diventati piuttosto assillanti. Nel film la donna evira completamente il partner. Io mi sveglio la notte cercando di capire se un mebro evirato in erezione possa rimanere tale, o se si affloscia dopo la mutilazione. Cosa diventa dopo, separato dal corpo un membro colto nel momento del suo massimo splendore?"
Il sorriso benevolo va in dissolvenza su questo volto da vecchio blogger itterico.
"Mi accompagni alla finestra, dottore, non sente? Sta passando una parata. Abbiamo bisogno di distrarci. Io temo che questa malattia sia la conseguenza di un senso di colpa che agisce nell'inconscio della materia." Il dottore annuisce, poi esplode un rutto ammazzavampiri.
Sta passando il carro di Harrr, che festeggia il nuovo sito. C'è mp vestito come Apollo Creed in Rocky IV, quando poi Ivan Drago gli debella la vita. Pantaloncini Boxer U.S.A. con paillettes, cappellone da zio Sam, occhiali a goccia riflettenti, sorriso da creatura di Cunningham, guantoni rossi stroboscopici. C'è poi DM in calzamaglia da Wrestling, Totonno che guarda dall'interno di una Matrioska. Ci sono tutti, sotto la testa gigante di Amlo in cartapesta; gli occhi che vanno e che vengono, i volantini che gli escono furibondamente dal naso, pagliuzzando l'aria elettrica.
Un carro veramente psichedelico, che cammina in strade dai balconi morti, coi marciapiedi pieni di cadaveri.
un giorno mi sveglio e mi fisso tut a cùr i piedi: erano più bianchi del resto, anche dopo aver tolto i calzini chiari, anche se di poco, e quando vi ho picchiato contro un chiodo, si è infilato fino alla capoccia, e tutto con zero noie.
"Questo è strano," ho detto alzando la cornetta, era Adele, la sua voce aveva qualcosa di Ted Sallivan, e poi il suono che faceva nel parlare, dio, era come se le grondasse il volto sul tappeto.
"Senti, Adele, mica stai fumando col corpo?"
"No, appena ieri ho fatto l'amore."
"Strano, fai il rumore di una che arde. Come sai che ho il telefono?"
"Mio padre sta bruciando vivo, giocava coi fornelli. Sei venuto a cena una volta qui. Che devo fare?"
"Rispondi alle domanda, quando ti si interpella. Chi è stato a dirti che ho un telefono?"
"Mio padre brucia!"
"Ok, chiuditi in bagno con i grissini e aspettami."
Più tardi sono sceso, la porta era snap, per terra cartoni della pizza, briciole di lampadina, cd-rom morsicati. Il padre di Adele era completamente beige, L'ho gettato dalla finestra, pesava un niente, era come buttare un foglio della Famiglia Cristiana.
Dio mio, quanti bambini! Qui ad Adometrovos i cani hanno una cultura della contraccezione molto più sviluppata di quella umana. I bambini ci uccideranno, frapporrano il loro odio alla nostra fragilità nervosa che impasta nella polvere i savoiardi del disagio, non riusciamo a fare cinque metri in linea retta per colpa loro, e dei nani.
Adele si era rinchiusa nella vasca, solo la testa fuori dalla sabbia, un occhio ormai quasi cascato dall'orbita, tenuto da un grissino, deve essere stato un amplesso incredibilmente malvagio.
"Ho sentito che l'hai buttato giù."
"Si è sparsa la voce? Di chi parli? Sai, ultimamente sono un vero buttafuori."
"Parlo di mio padre, lo conoscevi, no?"
"Sì, sembra però che tu ti sia dimenticata quello che c'è stato tra noi, o almeno tra me e il tuo tatuaggio in sede. Tuo padre se l'è cercata. Perché non fai qualcosa per il nostro occhio?"
"Ormai è andato, ma non ho il coraggio di strapparlo, non ho soldi e per farlo l'oculista vuole il mio corpo e il mio addome, e comunque voleva farmelo coi denti. A me non piace, perché non me lo togli tu?"
"Mi trovi più sexy dell'Oculista?"
"Sei il mio tipo non plus Hulk, prima di restare al verde."
"Non è che lo dici perché la vista è dimezzata?"
"Su, non fare il modesto, scava una buca, qui, sono molto triste e peccatrice. Toh, prendi un grissino come escavatrice, abbiamo tutto il tempo".
"Ma sei fresca di lutto, e poi, se non ti bendi l'occhio, mi fai molto krugher."
"Mah, mio padre è morto da tempo, ormai era solo un agglomerato di cellule sullo Skeitboard di plutonio, che porta all'Ade".
"La strada si sta riempiendo di salme."
"E' sempre piena di salme."
"Sì, ma niente metafore pacchiane quando si convivia alla locanda del piacere. E togliti quel cappello da gerarca nazista, lo sai che mi inibisce."
"No, non me lo tolgo, tutti dicono che mi rende sexy, non fare il bestian contrario. Diamine, ma come cammini? Sembri Aldo Fabbrizi."
"Non so, stamane mi sono svegliato ed è come se i piedi..."
"Ho capito, non dire più niente. Piove."
"Che hai capito? Io nulla, perché non me lo dici?"
"Ti stai pietrificando."
"Ma che dici, è perché poi? Cosa ci guadagno?"
Giorno dopo. Ho i piedi sassati, posso fare persino cuoricini con l'uniposca, le caviglie sono blocchi lunari. Non sento più l'estremo basso, la cosa mi fa impazzire, arrivo ad amputarmi tutte le dita degli unduettoni, pur di provare quel dolore, quella sensibilità che mi direbbe, hey, sono integro! io mi taglierei anche il resto degli unduettoni, ma nella mia stupidità nihilista si trova un cancro di buon senso in metastasi. Metti che io guarisca, poi che si fa appiedati dai piedi? Ci sono medicanti agguerritissimi, capaci di stare tutto ir giorno a ginocchioni, senza stancarsi, e tutto per poche briciole di lire, io già seduto a terra mi affrollo.
Ho una paura cipriota, ho fatto bruciare il pollo nel forno e ho gettato la mia immorale collezione di parrucche, spero in questo modo di placare l'ira divina le cui lingue urticanti mi vellicano l'anima. No, la collezione di peli pubici non si tocca.
Ho tutte le gambe di pietra, Adele aveva ragione. Devo andare dal dottore, uno qualsiasi dei due, tranne quello che usa una lucertola viva, paralizzata di proposito, come pochade. Recupero la sedia a rotelle sul mio balcone e mi calo giù, annodando le bollette scadute (l'ascensore è guasto, sulle scale è in atto un rave party, silenziosissimo, ti fa pensare quasi che hai avuto un'informazione falsa). Ci sono macchie di sangue vicino alle portiere delle auto, e infatti tutti quelli che incontro, per un motivo o per un altro, sanguinano dalla mano, ma sembra non essere questo gran problema, tranne che vogliono fare tutti la mia conoscenza, smanettarmi, così alla fine sembro il più sanguinante di tutti, sembro. Le strade piene di bambini, e da quando si è fulminata la lampadina nel cimitero, corpose di salme.
Chiedo a Milly Carlucci dove posso trovare un dottore, lei smette di pulire i vetri della Citroen al semaforo, mi si avvicina, ha gli occhi da assassina drogata, cerca di baciarmi, le spruzzo nello sguardo lo spray anti-porno che mi ha regalato la nonna. Non urla, solo si inginocchia, nel suo body rosso sangue e si dirupa il volto di smorfie, piangendo nel modo disperato e muto, tipico dei bambini che hanno preso uno sganassone inaspettato quanto freestyle. Per fortuna pratico l'ipnosi alle sue mammelle, nei quali capezzoli risiedeva la vista; riesco ad addormentarla. La sposto e ben disposto, or che la coscienza ha riposto, la sposo, il prete pretestuoso protesta: non voglio mica che un wroom la spalmi sulla carraia, gli dico.
Ho avuto la fortuna che il dottore ha trovato me. "Venga, venga," mi ha detto celerandomi davanti, in camice, anche se ancora in mutande a zuava, come se sapesse tutto, una frittella d'azzurro è apparsa nella negra padella di nubi, ed è cominciato a venir giù l'olio. Io ho girato le ruote e sono salito al suo studio.
"La sua amica dal cappello nazista ha ragione."
"Come sa che ha il capello nazista? Di chi diamine sta parlando?" Risata gracchiante-oleosa da fumatore. Io dico:
"Lei è solo un fottuto grassone bugiardo. Si guardi, sembra Beppe Grillo."
"Comprendo il suo stato d'animo, sono abbastanza ermetico alle offese in queste situazioni. Ad ogni modo Adele, è questo il suo nome fittizio, in tali giorni si è rasata la svastica sul pube, e non lo dico perché ho fatto il Marvel a letto, ma sono il suo dottore, e la visito sempre da cima a fondo. Sa, apprezzo il tatuaggio che ha sul cenotafio, come lei del resto... Io sono il solo dottore che visita quelli che non vanno mai dal dottore, sono io a scovarvi, poveri stronzi imbecilli. vi sentite degli eroi, eh? Degli immortali?"
Beve un drink, si accende una sigaretta, tossisce sangue spray contro i vetri luridi dello studio. Siamo al 15° piano e lui potrebbe buttarmi giù, con tutta la sedia. Nemesi.
"E' sposato, dottore?"
"No, ma colleziono vestiti da sposa, come tutti del resto."
"Che strano, anch'io collezionavo qualcosa del genere, parrucche da prostituta, usate. Prima collezionavo ciuffi di ventre."
"Sta cercando di socializzare?"
"Sto cercando di capire cosa ho di preciso."
"Ha l'ostiomarmosi, una malattia rarissima, se ne conosce solo un altro episodio nella storia, ma molti dicono che è solo un'invenzione di Achille Bonito Olivai. Lei è il secondo. Le ossa si induriscono, la carne si calcifica, tutto si impietrisce, anche l'anima, ma questo è secondario. Tutto tende alla pietra, fino a che non vengono fatti sassi gli organi, allora uno muore. Le spiace se faccio la risata satanica? E' più forte di me. Ho qui davanti una statua work in progress della natura. Mi trovi una situazione meno boombastik e smetto di ridere. uhuhUHUAHAHAHAH."
"Dottore, non c'è una cura?" Scuote la testa mentre lecca il bordo del bicchiere, attenuando progressivamente l'ilarità.
Tutte le domande sull'esistenza hanno iniziato il vespaio, come: "Chi siamo"? "Dove andiamo"?
"Dottore, volevo approfittare della sua cultura medica e del fatto che probabilmente questa è l'ultima volta che talco con uno della vostra razza." Si siede, pronto ad ascoltarmi, lusiganto che gli ho dato del medico, anche se devo reggerlo, se no cade giù in strada. Il suo alito mi abbronza.
"Da quando ho visto il film di Oshima, Ecco l'impero dei sensi, i miei quesiti esistenziali sono diventati piuttosto assillanti. Nel film la donna evira completamente il partner. Io mi sveglio la notte cercando di capire se un mebro evirato in erezione possa rimanere tale, o se si affloscia dopo la mutilazione. Cosa diventa dopo, separato dal corpo un membro colto nel momento del suo massimo splendore?"
Il sorriso benevolo va in dissolvenza su questo volto da vecchio blogger itterico.
"Mi accompagni alla finestra, dottore, non sente? Sta passando una parata. Abbiamo bisogno di distrarci. Io temo che questa malattia sia la conseguenza di un senso di colpa che agisce nell'inconscio della materia." Il dottore annuisce, poi esplode un rutto ammazzavampiri.
Sta passando il carro di Harrr, che festeggia il nuovo sito. C'è mp vestito come Apollo Creed in Rocky IV, quando poi Ivan Drago gli debella la vita. Pantaloncini Boxer U.S.A. con paillettes, cappellone da zio Sam, occhiali a goccia riflettenti, sorriso da creatura di Cunningham, guantoni rossi stroboscopici. C'è poi DM in calzamaglia da Wrestling, Totonno che guarda dall'interno di una Matrioska. Ci sono tutti, sotto la testa gigante di Amlo in cartapesta; gli occhi che vanno e che vengono, i volantini che gli escono furibondamente dal naso, pagliuzzando l'aria elettrica.
Un carro veramente psichedelico, che cammina in strade dai balconi morti, coi marciapiedi pieni di cadaveri.
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