Mi sono fidanzato con una che salta dal trampolino della neve, nuda, a cavallo di un maiale. Il maiale non si abitua al saltone, e grufola pazzamente ogni volta. Mi sono fidanzato essenzialmente per quel sound prolungato e dilettuoso, che zoomma nel chiarore bianco.
Usciamo la sera, da un buco nel condominio, per non essere visti nudi, prima del centro c'è un deserto, dopo il centro un altro, ci bagniamo e ci vestiamo rotolando nelle dune: siamo attorniati dall'aridità.
Le ho comprato un anello bruttissimo, perché insieme davano in omaggio una papera senza faccia. Le piace andare in giro portando la sua papera sfacciata al guinzaglio. La nutre per endovenosa, vorrebbe regalarla a Simon Le Bon, dice che apprezzerebbe, ma non conosce l'indirizzo dell'ospedale dove fa le chemio. Le dico che è un mio regalo, e lei risponde, appunto, sparandosi una pera fosforescente seduta sulla ringhiera del balcone.
Al cinema danno solo la vecchietta del caffè Lavazza, il suo decomporsi sotto terra. I popcorn sono neri, misti a pezzi di polpo, provocano la cancellazione dell'ombelico. Non mangiamo mai niente, perché voglio avere per sempre la mia cicatrice fetale. Andiamo sul cavalcavia dove gli automobilisti ci lanciano i sassi. Qualche volta la colpiscono sulla guancia. Si gonfia, purpurea, compro le medicazioni da Stive Buscemi, ma non funzionano. Siamo vivisezionati dagli alieni, è questo il punto: peliamo le patate della giovinezza con i piragna.
La notte sto male se non dormo con lei, un po' peggio se accade il contrario.
Quando ci sposeremo? Quando inventeranno una religione sufficiente, quando al deserto viene in mente una polla d'acqua che non ammala.
Usciamo la sera, da un buco nel condominio, per non essere visti nudi, prima del centro c'è un deserto, dopo il centro un altro, ci bagniamo e ci vestiamo rotolando nelle dune: siamo attorniati dall'aridità.
Le ho comprato un anello bruttissimo, perché insieme davano in omaggio una papera senza faccia. Le piace andare in giro portando la sua papera sfacciata al guinzaglio. La nutre per endovenosa, vorrebbe regalarla a Simon Le Bon, dice che apprezzerebbe, ma non conosce l'indirizzo dell'ospedale dove fa le chemio. Le dico che è un mio regalo, e lei risponde, appunto, sparandosi una pera fosforescente seduta sulla ringhiera del balcone.
Al cinema danno solo la vecchietta del caffè Lavazza, il suo decomporsi sotto terra. I popcorn sono neri, misti a pezzi di polpo, provocano la cancellazione dell'ombelico. Non mangiamo mai niente, perché voglio avere per sempre la mia cicatrice fetale. Andiamo sul cavalcavia dove gli automobilisti ci lanciano i sassi. Qualche volta la colpiscono sulla guancia. Si gonfia, purpurea, compro le medicazioni da Stive Buscemi, ma non funzionano. Siamo vivisezionati dagli alieni, è questo il punto: peliamo le patate della giovinezza con i piragna.
La notte sto male se non dormo con lei, un po' peggio se accade il contrario.
Quando ci sposeremo? Quando inventeranno una religione sufficiente, quando al deserto viene in mente una polla d'acqua che non ammala.
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