giovedì, 17 gennaio 2008
Scongelazione. L'effetto serra el buitre.
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lunedì, 16 ottobre 2006
[...]
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venerdì, 15 settembre 2006
sjj9ewj



E' divertente la moda con le lamette nelle pettinature delle ragazze; smettiamo di essere giovani quando degli accorgimenti nello stile di massa fanno un cratere di blasfemia nella nostra tolleranza. A qyel point meglio appendere la gioventù al chiodo e ordinare il whisky che obnubila, è il momento. Laddentro poi pompano furibonde corde di topi, un umido squittio nella  notte, è cavatappi nella cantina del sonno. L'edificio crolla, sudando cif ammoniacal.
 Sono divertenti con quei labbroni inglossati, quel grasso popolano che smotta dagli spifferi vestiari dozzinali, che poi con il motion controll di flash, leghi queste fanciulle a i barili che sono le madri, in un perfetto morphing. Treccine che scinitillano di piccole ghigliottine, le calze dalle losanghe larghissime, come si vedono nel videogioco Super Mario BangBros. Io e il mio amico, Oreste Lionello camminiamo con un anello di lametta, con le dita ben aperte per non sanuginare e così farci rincorrere dai cani, sotto i lampioni troppo deboli..
Però non tutto è divertente quello che nuoce, essere post pischedelici significa anche trovare la banalità, la mancanza di haschish morale nel ghindamento di questi giovani sterchi, e senza tema, riderne dalla torre del municipio, con grossi diffusori, rubati a un concerto di Umberto Tozzi.

Io seriamente penso che ci sia un solo tipo di giovane dai 14 ai 21, non ce ne sono altri, ho controllato su internet, niente. Un solo giovane, replicato fino alla totale conquista del pianeta provinciale terra, contro cui anche gli alieni si ritirano nelle loro navicelle a forma di Marco Liorni. Che parlo, dai, di certo ne portate macchie di grasso nello sguardo, ir fastidioso prurito nella memoria.
Parlo ovviamente del giovane dal peso a forfait, coi capelli che pogano, senza essere unti e vitrei come un tempo. Occhiali enormi, immensi, da far rivoltare nella tomba e impallidire Sandra Mondaini. Vanno sul motorino del compagno, sensa casco, senza sapere che andare senza casco è cancerogeno e porta incubi in bianco e nero, per far vedere chi è che ha carisma qui dentro e per far vedere l'orlo delle loro mutande cool, verde fosforescente, firmate da un fake. Ecco, questo è Bartolomeo, l'uno nessuno e centopirla. Il gran bel giovane.
Per fare gli originali spariscono nell'unico essere anti-psichedelico che hanno deciso di essere. Pur carnevaleschi, cromaticamente grotteschi, sembrano una parata nazista vista dall'alto, Bartolomeo infatti non è che una parata vista dall'alto.
Con tutti i fenomeni di massa non immediatamente che spillano sangue dalla gola, sono molto gentleman, e così ho preso a salutarlo sempre, questo giovinetto moderno, Bartolomeo! Hey Bartolomeo! Anche a letto con i tuoi occhiali giganti, dove scintillano stelle pannate. Un mostro unimode, che fra qualche hanno sclererà in mille rivoli di feccia. 
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sabato, 02 settembre 2006
FroottloadCaro Diario,
ho aperto un altro blog, e un altro, tra qualche settimina lo apro anche pure. Froottload è nato da una costa di Froottle, di cui riprende la grafica, in pubblico. Froottload vuole andare incontro ai patiti di internet e modernismo, candidandosi ad essere la bussola definitiva per muoversi nel caotico mondo chiamato: "corretto impiego del tempo". Qui, l'internauta viene condotto, con logica astringente, ma a volte anche con i mazzaroccoli di Bruce Lee, alle cose davvero utili e importanti che  offrono ir mondo rete. Qui troveranno i download gratis a le applicazioni  più psichedeliche, di cui ci saranno anche, per quanto possibile, illustrate le funzioni, le particolarità, gli easter eggs. Qui l'internauta trova carrucole puntuali che lo trasportano velocemente, al costo di un click, in siti di ruprestre gustosità, dove potrà allargare il suo scibile, incrementare la sua pozione magica di divertimento; ma sempre con un criterio di utilità a tutto sprint.

Sì, lo so, con tutti questi blogghini e blogghetti è come se volessi polverizzarmi, e in tal modo sparire in un'enorme dilatazione venosa di precariato. Come se volessi dileguarmi per indigestione piuttosto che per inedia, solo perché la prima fa molto più dolentia, a gli altri. Sono anche molto confuso e grato di esserlo, aggrattis, però ho paura di incasinare tutto ed essere fucilato. Caro diario, ho una fissazione morbosa per il gratis; in questo periodo, ad esempio, sto cercando disperatamente di farmi regalare uno Skinhead.

Caro diario,
oggi vado al carrefour e mi compro un pc nuovo, gratis, con i soldoni di Forfora Rosa, per il compleanno mio, avveratosi il 27 Agosto. E' stato come trovarsi nudo e senza peli in una tempesta di lamette quello di non aver ricevuto nessun augurio possibile.
Ora che l'ho detto mi aspetto che mi si recapiti un hard plico con dentro uno Skinhead, stordito ma ancora vivo.
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mercoledì, 28 giugno 2006
il fures

Se vinciamo i taglialegna (cit.Der Spigola), affronteremo finarmente una squadra meno pirla, blasonata al massimo (Germania o Aggentina). In pratica per sluparci ir mondiale ci tocca vincere solo due metcci davvero impegnativi, mentre le altre ne faranno 3, se non 4. Un tale effluvio di fortuna non ci capiterà mai più finché il papa resta monogamo.
Io però, siccome sono uno statista, mi tocca (e di questo non celo che godo) far accomodare la speranza sulla sedia elettrica d'ordinanza.
Non vinciamo una blasonata in un torneo internazionale, dal lontano 1982, ossia, da 24 anni.
All'86 ci segò in due la Francia di Miscela Platinette, al 90 L'Argentina di Maradona ci scornò rigorosa, dopo che avevamo superato squadre der calibro di Austria, Cecoslovacca, USA, Urugay, EIRE. Nel 94, con una travolgente infatuazione della fortuna ai nostri riguardi, perdiamo con EIRE, vinciamo con Norvegia, pareggiamo con Messico, vinciamo con la Nigeria, con la Spagna, con la fortissima Bulgaria e perdiamo ovviamente col Brasile in finale. Ner 98, dopo Cile, Camerun, austria, Norvegia, acchiappaimo la Francia e veniamo cresimati. Nel 2002 usciamo addirittura con la Corea der sudoku, senza nemmeno essere impalati da una squadra di quelle bonazze, stessa cosa dicasi all'europeo 2004. L'unica partita che abbiamo vinto con una squadre di un certo establishment, è stata quella con gli orange all'Europeo 2000, una delle più colossali culate della storia del calcio universale.
Per il resto, da quasi un trentennio, le grandi ci buttano regolarmente fuori, o ci buttiamo noi, come Grosso, come Pessotto (auguri a lui). Siamo veramente buttabili, perchè terrorizzati dal perdere. Avevamo una squadra prima del Mondiale che imponeva ir suo gioco e faceva colate di gols, poi inizia il mondiale e diventiamo una masnada di conigli handicappati e spergiuri. Ci comportiamo con l'Austriala di Girella e Verruca, come che noi fose il Togo e loro ir Brasile. Questo perché dice Lippi lo snaturato, ir vigliacco, li rispettiamo, no caro macello, la verità è che sei paralizzato dall'angoscia. E finché acchiappi squadre persino troppo modeste da essere capaci di approffitare di questo atteggiamento ri-buttante, qualcuno può pensare forse che davvero non sei un burattino nelle mani del terrore, ma io no, io no caro Macello. Allora, o ci fai giocare con sicurezza o spero che L'Argentina o la Germania ti impali assieme a tutti noi, scorbutico pirla.
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sabato, 24 giugno 2006
sta


Quando a Soma e Gomorra gli uomini se ne davano di santa ragione tra loro, indietreggiando, allora Dio, tramite un capellone di nome Sansone, abbasse la città con la sola forza delle sue braccia, e di dio. Questo testimoniò che dio i've got the power, e  mise in ridicolo il collega Baal. Poi ci fu l'esplosione di porno poltergeist degli anni '80, che ogni cattolico che si rispetti sa che dio punì dall'alto della sua potenza, con una massiccia cucchiaiata di aids. Inoltre ci fu l'esplosione del british-pop, e anche su questa depravazione caddero i limp bizkit e i maroon 5 a mettere a posto i sacramenti. 
Una volta era più difficile scambiarsi le depravazioni, perché si aveva solo ir telefono di casa, e dovevi stare attento a non farti beccare dalla moglie che alzava la connetta dell'altro telefono in cucina e sentiva tutto, e poi volavano parole grosse e caffettiere bollenti. Nessuno chiamava da un telefono pubblico perché i gettoni puzzavano di metano, e c'era sempre gente che ti canticchiava dietro gli Alan Parson Project. Oggi, puoi chiamare ovunque, per migliaia di anni consecutivi e, finalmente ci sono le intercettazioni, la punizione divina pe aver abbandonato ir vecchio telefono per questa delittuosità elettronica generalizzata del cellulare.
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lunedì, 19 giugno 2006
Sbagliarsi maiIllo tempore mi espressi con riserve su questo qua. Dissi che uno così non lo volevo nemmeno come broccolaio. E allora mi scrissero in moltissimi 15, che mi rampognarono: "Non lo conosci, la tua è superficialità, o becera fisiognomica. Sei l'ennesimo sottoprodotto disfattista di questa spregevole  Italia." Io risposi che la seconda parte del rimbrotto era tutta vera, ma anche che utto lasciava presuppore che quest'uomo facesse cadere alle sue ginocchia gente come la Gregoraci e la Monsè (deliziosa fatina di programmi pe bambini).
Io, al contrario di molte altre pessone, non ho abboccato, e le garbate intercettazioni della magistratura sputtanator mi hanno finalmente dato ragione. Ora voglio il suo posto al TG5, dove anch'io ho intenzione di non andare per il sottile e fare il  Moggi pornokrugher.
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sabato, 17 giugno 2006
I carioci

Anche se non fosse obbligatorio, li amerei. Uguali ai miei amati conterranei, i Napoletani, i Brasileri sono l'unica "razza" al mondo che ovunque si trovi, devono fare i brasiliani. Cioè, non è che i Napoletani devono fare i brasiliani come i Brasiliani, ma fanno quello che sono, cioè, quello che la gente crede che siano. Solo i Napoletani e i brasiliani incarnano sempre e comunque il proprio cliscé nel mondo.
Se in una parte der mondo ci sono due o più napoletani, state ben certi che fra non molto inzieranno a cantare "oi vita! oi vita mia! oi core e chistu core!" Parliamo di qualunque ceto, bidello o direttore della cattedra che sia, tutti fanno i neomelodici. E' una cosa molto golosità: questa gente che fra di essa si arruba, si ingravida senza assenso, si scippa e scarnifica, appena stanno fuori Napoli giù a cantare, in una burbanzosa fratellanza,  bottiglie che volano, chiasso infernale, strupri.

I braziliani, ovunque siti, devono agitare i glutei nel tanga e sorridere, è più forte di loro, devono ballare vestiti da gallina sopra tacchi 12, perché sono allegria. Essi scoppiano di allegria e di fondoschieni che fanno tremare le vene dei polsi alla chiesa (vediamo chi capisce la salace illazione).
Appena ci sono due brasiliani, pure se uomini, ecco che inziano ad agitare i glutei, contro tutto e tutti; ecco che parte la loro musica esotica piena di fischi, di versi scimpanzechi e tamburate che aizzano i glutei panna e caffè a creare alisei di lussuria.
La loro Nazionale di calcio incarna la loro positività e ir loro orgoglio di essere brasiliani, come un tempo Maradona lo faceva coi napoletani. Questi fenomi che arrivano allo stadio di samba e poi scendono in campo e danno spettacolo. Gente pasciuta, grassa, calva, felice, che sviene. Gente senza forfora, con dentature allegre, che vincono un milione di rimpalli, che scendono con 11 attaccanti per fare allegria anche alle squadre che li incontrano. Poi ci si domanda perché ir Brasile è così superman ner calcio, e ogni volta la stessa risposta: lo pigliano con allegria, sulle spiaggie, sui campi, non sono oppressi dai tatticismi o dalla melina, non è come noi che la sola idea di perdere ci fa diventare come Valdaster. I Brasiliani giocano per l'allegria, e anche quando persero ir mondiale in casa, contro l'Uruguay, o ogni volta che non vincono ,  ci sono un sacco di suicidi in brasile, ma nella più totale e disinteressata allegria.
E' un vero peccato che da qui a ventanni non sentiremo più ai mondiali quella allegra musichetta carioca come sottofondo musicale, tanto che ormai la nike e gli altri sponsor si hanno imparato che ir calcio è il brasile, ma sentiremo ora composizioni Argentine, la nike lascierà i brasiliani nella loro allegria e ir calcio passerà dal tanga al tango.
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lunedì, 05 giugno 2006
Paccottiglia

Mi sono sempre chiesto quale fose l'acquisto non pus ultra, e ogni volta, per voltolare l'omlette mi dicevo, seguendo certi principi di economia politica:  ti pende dall'utilità marginale che la compera riveste per l'accattone. Con questo metodo si ha un valore variabile, ma non una grandezza valutativa assoluta. Per Fonzie la compera perfetta è il giubbetto di pelle balilla,  per una giovane monaca un tanga di tulle a fiori,  per Ratzinger un pony radioattivo, per Samuele Bersani del mais ghiacciato ecc.
No, questa non è l'Italia che vorrei, io voglio un'Italia che sa qual è ir miglior affare possibile, impendentemente dal valore soggettivo dell'affare. Ebbene, io credo che l'acquisto zuper Gesichte è quello che chiunque può fare appena sbacellato dalla stazione centrale di Napoli. Sì, mi ferisco a quei telefonini, palmari, portatili, videocamere che gente rabarbara offrono ai passanti a prezzi magri.
Mi si dirà: ma quelli sono pacchi! poi ti danno il mattone e torni e non c'è più il losco figuro e ti sfottono nell'omertà generale, mentre ti scrolla il mondo addosso.
Cosa c'è di più prezioso di comprare un mattone quando credi di aver comprato un oggetto uber shock?
Di là del fatto che un mattone risulterà sempre intrinsecamente più utile di un gingillo con cui scegli di farti scapazzare il tempo e non fare le cose serie, ma acquistare un mattone per centinaia di euro ti dà qualcosa che nessun altro acquisto ti dà: La vista interiore.
In primis, c'è da giurare che la prossima volta non comprerai più mattoni sotto forma di gingilli, perché ora hai imparato alla gradevole. In secundis, inizierai a vedere tutto con un occhio più lucertoloso, anche laddove le trappole paiono latitare tu ne ipotizzerai sempre qualcuno, laddove il nettare sembrerà puro, annuserai profondamente fino a sentire la varichina, e questo non di rado ti salverà le terga e l'organo deputato a fare il fegato.
Insomma, non compri un mattone, ma compri discernimento, che per te, ingenuo compratore che non conosci queste cose risaputissime, è la cosa in assoluto più preziosa che tu possa acquistare. Un acquisto dal valore incalcolabile, nemmeno uno yot può esserne paragonato. C'è gente che pe tutta la vita cerca il discernimento, e non lo trova, tu per poche decine di euro l'hai trovato, e perfino con un mattone allegato.
Io credo che tutti quelli che si vergognano e a distanza di anni sentono ancora la rabbia salire alla nuca perché un tempo furono truffati, dovrebbero fare un esame di coscienza e ammettere che al tempo la fortuna baciò loro alla francese.
Non tutti ignorano questa verità, stesso io conosco un tizio che tornò a Napoli per ringraziare i venditori di discernimento sotto forma di mattone sotto forma di gingillo, e che compì quest'atto di buona educazione acquistando scientemente altro discernimento, ma con il sottile piacere del discernimento che acquistò tempo prima.
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mercoledì, 10 maggio 2006
Quando tutti agitano le taniche di karosene contro la strega sul palo, significa che la gente si sta davvero, giustamente,  infiammando.
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venerdì, 14 aprile 2006
c,c,cAlcune cose che sul figuro mi allieterebbe dinebbiare.

1. Figli laureati tedeschi

Visto che conoscevano il padre (e non è cosa da tutti), vanno sbarrati per il favorire, benché laureati, sempre che questo non sia, come dovrebbe essere in ogni paese veramente civibus, un aggravio di colpa, anche senza avere un padre mafiogeno?
Se questi figli li si sapeva già, non bastava mettere un bel Tom Ponzie alle loro terga per arrivare al patatino?

2. Figli di Papà

Salvo Sottile, figlio del un piccolopoco conosciuto giornalista Sottile, lavora a Mediaset, come il figlio di Giuliacci e moltissimi altri 200 figli meritosi, questo perché il nepotismo non può che essere accollato, per legge, alle piccole giunte di sinistra. A pre-scindere che da uno così non comprerei nemmeno la frutta o gli arbre magique, il suo accento siciliano è devastante, ma questo è il minorato che si possa dire di lui.
Ieri, siccome è siciliano e sa dire "pizzini" come si deve, gli hanno affidato un servizio-biografia su Promelenzano, in pratica un servizio tipo verissimo, come se il Provenza fosse il nonno della Fabiani, che alla fine ho quasi provato un moto di lacrime per quel poveretto tolto dal casolare con 10mila euro nel portenfant. Ora, è vero che oggettivamente il nonno della Fabiani è più da Luccderdone dell'altro, in quanto avente un 1/4 di responsabilità sulla nascita dell'ostricara, ma il pro gli ha dato dentro di mitra all'ennesima potenza, con bimbi, nonni, mamme, transessuali e astronauti. Un po' di misura, su, non andiamo troppo per il sottile qua.

3. Questi "cazzo" di pizzini, e scusate "pizzini"

Ma è mai possibile che ogni vorta che i giornalari sente una parola di sapore fresco di fabbrica, debba subito inflazionarla, fino a renderla inservibile per il resto del popolo sovrano? Io, dall'albero della mia ignoranza dialettica, non sapevo che fosse i pizzini, nemmeno del pizzo avevo sapienza più pingue, ma tant'è, pensavo che i primi fossero dei merlettini, e che Provenzano era stato latitante, non tanto allo stato, quanto alla stessa mafia, perché non si sapesse la sua subitanea effeminatura. Poi, qualcuno mi spiega che i pizzini sono "bigliettini", come se Berlusconi scoprisse a Napoli dei votanti di sinistra e nei telegiornali sentissimo continuamente "guàlleri" anziché coglioni.
Postato da: Fricat at 08:15 | link | commenti (8)
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martedì, 28 febbraio 2006
Rischio è quello che l'allevamento intensivo di idee diano, come per i polli, prodotti tri-cresciuti, in serie, in attesa di una ramazzata di aviaria.

molti pollai biggest, molte cose piacciono di lunga manus, frichettone come sono(Flicr, Last fm, Technorati, buzznet e altri siti siluro, altri gadget, quasi tutti che uso, perché io sono un ampollo che borbotta). Poi, unduetti per i blog e si immillano le offerte: galassie godibilette a perdicecio.
 Mi si passi il termine, C'è molto più quarto di bue che fornelli, pur accettando questo liberismo vallespluga, bisogna per arduità esser selettivi. Una volta convincevo il me che plurality = democracy => better. oggi penso che con tutti a blobbizzare, è pure peggio di prima che nessuno aveva voce. Nello sterminato pollaio della mente collettiva digitale i selvatichi vengono tenuti fuori a morire? In ogni loculo virtuale c'è un laghetto dove ammicca Narciso con i suoi nani mezzi cani, messicani.

Se fossi uno ok direi che la massificazione nella cultura moltiplica (involontariamente) talentite e dunque la soglia del genio si  eleva gibbosa sull'ascesso e la coordinata. quello che un secolo fa sarebbe stato fenomeno, oggi è prassitele. E poi non basta più essere geni, dove tutti lo sono non ha senso, come esser stupidi, bisogna poi cuocersi la faccia nel forno, tostarla, inoltre e d'uopo imparare i rudimenti del buon battere.
Postato da: Fricat at 13:36 | link | commenti
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mercoledì, 01 febbraio 2006

Che Google andasse verso un baratro in picchiata senza uscita era chiaro. La febbre del mida, che tutto quello che togo si trasforma in oro saiwa, ha fatto fare il passo più loongo della gamba, dandoci sensazioni onnipotenti affatto perniciose. Mille inziative, più o meno delicetuose, tra cui si salva solo Froottle, il portale delle notizie così come sono dentro. Lo stesso Froottle, pur essendo cartillagine integrata del sistema, se n'è svincolata e aveva previsto il crack, e di come i miliardoni di google potevano andare in fumo, per strategie affidati a discutibilissimi algoritmi.
Speriamo solo che Gugl non schiatti prima di pagarmi l'assegno degli AdSense. Poi, può pure rotolare nella bara delle applicazioni. Morto un motore se ne formula 1 altro.
Postato da: Fricat at 16:08 | link | commenti (14)
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martedì, 31 gennaio 2006
 Premier Silvio Berlusconi has promised Italians he would lower taxes and raise pensions. His latest campaign pledge is rather personal: no sex until April 9 elections.

Che va dedotto "pur nei miei 70 di anni gommati michelin, sto ancora lì a fare turbillion, talmente con cadenza (cronologica) che astenermi dalla pratica finisce con l'avere per me grande senso: è  un sacrificio alla ground."
L'ostentatio virilibus è una tappa obbligata per i millantatori di ogni risma, non fa concezione Berlusconi.
La cosa più sgradevole è il totalitarismo sessista che emerge da questo astenersi prima dell'erezioni.

Ma che figura ci fa la Veronica bionda e tondeggiona? Silvio avrebbe dovuto dire: "E' una decisione ovviamente presa concertando con mia moglie, col calore che sai." Ma egli è un troglodita con l'ego grande quanto la gallia cispadana. Il nostro satrapo satiro inzequilito di cui ormai anche la satira è satura,  che baratta la castità con l'entrata ner casting di qualunque programma, che induce gli italiani a immaginare la moglie frustrata nella sua passionalità di donna ok,  beh, bisogna che si astenga dal voto chi si astiene con lui.
Postato da: Fricat at 08:39 | link | commenti (8)
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mercoledì, 25 gennaio 2006
Se ti dormi steso e svegli all'erta: è sonnambulia.
Se ti dormi all'erta e svegli stesto: è sbronza.
Se ti dormi steso (o all'erta) e ti svegli steso, in 2 metri quadri di legno: è sfortuna.
Postato da: Fricat at 08:07 | link | commenti (20)
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domenica, 08 gennaio 2006
ah,ah,ah. Uno svalvolato che si asseria, non incide sul gudizio, ma un serio che si ingiullarisce, ai voglia.
Nel primo caso non ti sorprendi (L'eccezione è un tornar allo Status quo universale); nel secondo sei sbalordito (L'eccezione fa uscire ir soggetto da quel mare calmo del comunemente accettato, verso cui oltretutto il soggetto tende a ribadire giornalmente il domicilio). Chiunque fuori dalla propria casa è l'incarnazione del ridicolo.
Dunque se scrivessi racconti terribili (e li scrivo, per Giuda!), non sarebbe così kinder sorpresa. Mentre se penso a Biagi che fa lo scioccone, e scrive pezzi di Froottle, me la rido.
Eppure, nulla al mondo v'è  (a mio ben vedere),  più esilarante dell'invito alla serietà.
Anzi, la serietà stessa è la buffoneria suprema, che travestita di sacro, discredita continuamente la santa e galvanizzante normalità dell'altra parte.
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domenica, 01 gennaio 2006
De Luigi è così bravo che riuscirebbe a far sembrare un grande attore anche un cane di gesso,  ma la Canalis è la prova tangibile che egli non è l'Onnipotente.
Postato da: Fricat at 22:59 | link | commenti (12)
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martedì, 27 dicembre 2005
1) Ci sono due di loro.
Uno si sveglia più vecchio, un altro si sveglia più giovane:
Sapreste dirle chi fra i due soggetti è il più giovane e chi ir più older?

2) La certezza di non avere certezze non è una certezza, dacché la certezza di non avere certezze è una certezza.
L'affermazione è:

a) falsa
b) vera
c) tutte e due
d) nessuna delle due
e) tutte e 5
Postato da: Fricat at 13:24 | link | commenti (4)
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mercoledì, 21 dicembre 2005
Quanto del "tenerci in conto" deriva dal tener in venerabil stima un' altrui opinione, appunto su noi? E quanta presumibile suggestione occorre togliere a quella venerabilità, per ottenere un risultato puro sul nostro opinante, e dunque di riflesso su di noi?
Insomma, è possibile misurarsi il valore da soli? Semplice, il valore non è quantità né qualità, eppure è oggetto della matematica e della filosofia. Poiché il valore è l'ultimo dei sottoinsiemi dell'assurdo, ed essendo più lontano possibile da quella matta circonferenza, mai direbbe di esserne incluso. Per dirla in Epicuréo: Quando c'è il valore noi non ci siamo, e quando noi ci siamo non c'è il valore.
Questo pensiero verso cui mi comporto come Maradona con Maradona jr. mi è saldato in mente dopo un pensiero ozioso:  c'è stato qualcuno che leggendo quanto scritto dal medesimo, si è messo a ridere, proprio come quando si ride, cioè da soli, non pensando nemmeno a quarkuno che di certo riderebbe pe quelle cose e dunque io ci rido pure io? La risposta so che è sì. Ma a me premeva sapere se dopo il ridere qualcuno si è sentito male, per una qualsivoglia ragione. Ma a pensarci bene è una curiosità oziosa.
Postato da: Fricat at 08:13 | link | commenti (6)
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domenica, 18 dicembre 2005
Meglio nascere monco di una mano che con due mani destre.
Postato da: Fricat at 11:31 | link | commenti (9)
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giovedì, 01 dicembre 2005
Infondo la malizia è la presunzione di leggere i pensieri malevoli degli altri quando si stanno semplicemente spostando, il più delle volte arbitrariamente, da una testa all'altra i propri.
Postato da: Fricat at 13:45 | link | commenti (12)
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venerdì, 25 novembre 2005
Caricature  Aldograsse, e munciguerresche ovunque pigi. Uno dico, vuole leggere su internet, che so, fatti superbolici,  fantasie naive, sfoghi della pelle, faccende improponibili, zibaldoni scritti da criminali o ladri o di chi somma queste due nature in sé, come i politici. Uno vorrebbe focillarsi con karembò, strip malate, articoli che puzzano di whisky e genio, diari di avventure Simbad, magari vere, magari no, non è importante.
 E invece si sente affogato da comari ambosesso, che dovrebbero essere gli elementi di purga della blog generé, e invece si attardano a fare i soporiferi aldigrassi  con la talpa e l'isola dei maroni, si sentono james dean e Vivian laigh e così si trattano, tutte queste lenticchia nera, Personalità contusa (non è vero, però muorivo dalla voglia di abbandonarmi a questa storpiatura), Scollatura Lucarelli, e altre sfilze  di comari che ti fanno venire il latte ai capezzoli, mi pare che se gli togli la tv questi supestass smagrano come un fiocco di proraso sul lavabo. Perché invece di parlare della droga non provono a inventarne una nuova, anche con effetti collaterali terribili a più non posso distruction? Dio Santo, tv-blog-blog-tv, che circolo vipzoso!
Dovrebbe essere il contrario, o meglio, il blog che disidrata tutto quell'adipe nerofumo della tv, un'alternativa nobile, attenta, sgangherata, Speedcracker, insomma, altogheter alla tivi, e no la sua cloaca, la sua cassa da morto di risonanza.
Per fortuna non tutto il mondo è termini merese.
Postato da: Fricat at 08:47 | link | commenti (3)
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